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La ferrovia Termini-Centocelle diventerà un tram: la 'metro G' arriverà a Tor Vergata

Stefàno: "La posa della prima pietra avverrà entro la metà del 2022"

Foto sferagliamenti dalla Casilina

La ferrovia Laziali-Centocelle diventerà un tram, partirà da Termini e arriverà fino a Tor Vergata. Gli uffici di Roma per la Mobilità stanno lavorando per adeguare il progetto di ammodernamento presentato dal Comune di Roma alla fine del 2018 al ministero delle Infrastrutture alle prescrizioni avanzate dal ministero stesso. È quanto emerso questa mattina da una commissione capitolina Mobilità presieduta da Enrico Stefàno e partecipata da molti comitati di cittadini. La principale modifica richiesta riguarda proprio la trasformazione della tratta in un vero e proprio tram: il Campidoglio puntava a una ristrutturazione dell’esistente, mantenendo gli attuali binari che presentano una distanza inferiore l’uno dall’altro rispetto a quelli di un normale tram, il cosiddetto ‘scartamento ridotto’, mentre il ministero chiede una vera e propria sostituzione, passando ad uno ‘scartamento ordinario’. Progetto approvato e finanziato, quindi, ma che dovrà essere cambiato.

“Noi eravamo convinti della bontà del piano che manteneva lo ‘scartamento ridotto’, se non altro per non allungare i tempi di realizzazione”, ha spiegato Stefàno ai presenti. “Ma crediamo che per salvare l'opera un altro dibattito di almeno un anno sul tipo di scartamento vada evitato. Quindi ora lavoreremo per soddisfare le richieste del Mit ed entro il 30 aprile prossimo depositeremo il progetto con tutte le modifiche”.

Sulla carta c’è già anche il nome della nuova tratta: metro G. Dalle 20 fermate del tracciato storico, da Laziali a Giardinetti, anche se da ormai cinque anni si ferma a Centocelle, si passerà a 29. Il capolinea arriverà a Termini, non molto distante da piazza dei Cinquecento, sempre su via Giolitti, che quindi verrà riorganizzata, soprattutto per quanto riguarda la sosta. Le altre otto fermate si aggiungeranno dopo Giardinetti quando il tram girerà per raggiungere Tor Vergata dove sorgono il Policlinico e la zona universitaria. Il presidente di Roma servizi per la Mobilità, Stefano Brinchi, ha poi spiegato che “una serie di fermate verrà ricollocata. In particolare quelle tra Centocelle e Giardinetti”, dove la metro C corre parallela alla via Casilina e quindi al tracciato della ferrovia. “Queste fermate si chiameranno Grano, Policlinico e Centro commerciale”.

Per il progetto sono stati chiesti 166 milioni di euro anche se le modifiche richieste dal ministero faranno lievitare i costi. La stima è che si arrivi attorno ai 190 milioni di euro, compresi i finanziamenti necessari all’acquisto dei nuovi tram. La nuova linea avrà una capacità di 70mila passeggeri al giorno e potrebbe mantenere il tracciato attuale anche se i particolari del progetto, alla luce delle modifiche richieste dal Mit, sono in corso di valutazione. Anche i tempi sono destinati a lievitare e, ad oggi, non si ha ancora una stima di quando l’opera potrebbe essere consegnata ai cittadini.

metro-g

Entro il 30 aprile 2020 andrà presentato il nuovo progetto con le modifiche richieste dal Mit. Seguiranno poi 12 mesi circa per l’adeguamento progettuale. A quel punto verrà indetta la gara per l’assegnazione dei lavori. Entro il 31 dicembre 2021 andranno firmati i contratti con le società aggiudicatrici dell’appalto. “La posa della prima pietra dovrebbe avvenire entro la metà del 2022”, ha spiegato Stefàno. Ma nessun particolare è stato fornito sui tempi di realizzazione dell'opera. Nel corso della commissione è emersa anche la conferma che la proprietà dei binari passerà dalla Regione Lazio al Comune di Roma. “Il nodo verrà affrontato definitivamente al momento della stipula della convenzione”, ha confermato Stefàno.

Il tema del rinnovamento della tratta è molto sentito dai residenti dei quartieri interessati tanto che negli anni comitati e associazioni si sono battuti affinché avvenisse. Nei giorni scorsi diversi soggetti, tra cui l’Osservatorio regionale sui trasporti, l’associazione TrasporTiamo e Assoutenti, avevano scritto alle istituzioni esprimendo non poche preoccupazioni in merito alla decisione di sostituire i binari, in particolare, per la lievitazione dei tempi e dei costi necessari a portare a termine la nuova infrastruttura. “Non abbiamo ascoltato alcun cronoprogramma operativo e abbiamo ricevuto la certezza che, intanto, l’attuale trenino non tornerà a coprire la tratta compresa fra Centocelle e Giardinetti soppressa da cinque anni, in attesa della sostituzione con il nuovo tram”, dichiara il presidente di Legambiente Lazio, Roberto Scacchi, dopo la commissione. Carlo Andrea Tortorelli di Sferragliamenti della Casilina commenta invece: “Condividiamo l’idea che sia inutile aggrapparsi alla posizione dello scartamento ridotto, sebbene fosse più che motivata, perché comporterebbe la perdita dei finanziamenti e ulteriori ritardi di diversi anni”. Dai residenti di via Giolitti è arrivata invece la richiesta di prevedere nel nuovo progetto un accesso migliore per il Tempio di Minerva Medica che oggi si ritrova schiacciato tra il fascio di binari che esce da Termini e la ferrovia Laziali-Centocelle.

In quanto alla lettera ‘G’ è conseguenza della progressione della rete della metro romana che è contenuta nel Pums: oltre alle tre linee di metro A, B e C, viene considerata la linea D, la Roma-Lido dovrebbe diventare una E, la Roma-Viterbo la F e così alla Roma-Giardinetti viene attribuita la G.

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