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Al Pigneto apre Kram. Il municipio: "Ora tutto in regola", ma dai cittadini parte un nuovo esposto

A un anno dal primo annuncio apre il nuovo locale in piazza Nuccitelli. Ancora proteste da parte dei comitati cittadini

Foto del Comitato di quartiere Pigneto Prenestino

A quasi un anno esatto da quella che sarebbe dovuta essere la prima inaugurazione il 3 ottobre sera il Kram apre i battenti. Il via libera al nuovo locale “birre artigianali e street food” di via Gentile da Mogliano 26, a ridosso di piazza Nuccitelli, era stato stoppato ormai circa un anno fa in seguito a un intervento della direzione tecnica del V municipio che aveva registrato difformità tra quanto realizzato e la documentazione tra cui un “ampliamento della superficie commerciale” e “l'assenza del vano tecnico al primo piano, con accorpamento della tettoia e destinazione d'uso difforme”. La decisione del municipio era stata preceduta da una lunga battaglia dei comitati cittadini. 

Oggi sia dal municipio sia dal Kram fanno sapere che tutte le carte sono in regola e il nuovo locale, tirato su là dove un tempo c’erano box auto grazie a un cambio di destinazione d’uso concesso dal piano casa della Regione Lazio, oggi decaduto, è pronto ad accogliere i primi clienti nel suo spazio caratterizzato, come molti altri locali della zona del resto, da un “arredamento industriale più contemporaneo, circondati dal grande fermento artistico di un quartiere così vivo e creativo com’è il Pigneto”, si legge nella presentazionensu Facebook.

Il nuovo locale è di Massimo Innocenti, proprietario nel quartiere di altri esercizi commerciali come lo storico bar Necci, la Premiata panineria Pigneto con all’interno il cocktail bar Spirito e ancora la gelateria, griglieria, pizzeria Dalodi, tutti concentrati in via Fanfulla da Lodi. Dalla comunicazione di Kram, contattata in occasione dell’inaugurazione, fanno sapere “non sarà una discoteca e non darà fastidio al quartiere. Rivendichiamo la bontà del progetto” dicono. “Chi lavora al Kram è del Pigneto, siamo parte del quartiere. Inoltre non possiamo che fare bene a piazza Nuccitelli che ogni sera si svuota ed è motivo di degrado”. 

Eppure non tutta la cittadinanza sembra decisa a mollare la sua protesta contro l’apertura dell’ennesimo locale del Pigneto. Una battaglia che si inserisce nel quadro più generale di un quartiere che negli ultimi anni è stato trasformato da molte operazioni immobiliari che, soprattutto grazie al piano casa, hanno demolito piccoli fabbricati o abitazioni, spesso sorte decenni fa in maniera abusiva, per aprire locali, ristoranti, bed and breakfast o piccoli appartamenti. Una dietro l’altra queste operazioni hanno modificato il tessuto sociale del quartiere la cui popolarità è stata usata come vero e proprio marchio da spendere per attrarre clienti e contribuito ad allontanare i residenti storici. In un quadrante pieno di locali piazza Nuccitelli era uno degli ultimi angoli di Pigneto rimasto libero da attività commerciali e spesso utilizzato dal quartiere per assemblee, presentazioni e festival. E, anche se l’ingresso del Kram non darà direttamente sulla piazza, alcuni cittadini guardano con timore l’apertura di un nuovo locale.

Così nei giorni scorsi si è diffuso un volantino di protesta firmato “Abitanti che non mollano” che si dicono pronti ad andare a manifestare dal presidente del municipio. “Da sei garaggetti per le auto ci hanno tirato fuori un mostro per 300 e più persone” uno dei passaggi. “Altre macchine da parcheggiare… per non parlare della caciara, del casino notturno, degli schiamazzi”, scrivono ancora. 

Sempre questa notte sui muri del Pigneto sono stati attaccati una serie di cartelli di protesta. Non sono firmati da nessuna realtà ma il loro contenuto ben rappresenta l’umore di una parte di residenti in lotta contro la trasformazione del proprio quartiere. I cartelli usati sono quelli utilizzati di solito per gli annunci immobiliari: una grande scritta bianca su sfondo nero 'Vendesi' e il resto del volantino di colori vivaci. Solo che questa volta, al posto di appartamenti o automobili, in vendita viene proposto l’intero Pigneto. "Offriamo quartiere popolare appena recuperato al degrado organizzato, per operazione speculativa che cacci gli abitanti storici facendo lievitare i prezzi degli affitti", il testo. Dai muri dei palazzi alla metro C a tappezzare il Pigneto anche un secondo volantino che riprende la grafica di TripAdvisor, la piattaforma digitale dedicata ai viaggi sul quale sono recensiti tantissimi ristoranti, locali, alberghi e bed and breakfast del mondo. Tra i parametri a cui si chiede di dare un voto, "consumo e mercificazione del quartiere" e "sfruttamento dell'immaginario popolare per fini commerciali". In fondo la scritta: "Ti stanno rubando il quartiere, riprenditelo!". 

Al di là delle anonime proteste mediatiche, i cittadini del comitato di quartiere Pigneto Prenestino la scorsa settimana sono tornati all’attacco presentando un nuovo esposto. Secondo i cittadini la “tubazione tecnologica indispensabile per l’apertura dell’attività commerciale” insiste su “una proprietà comunale utilizzata a verde pubblico”. Si legge nel documento: “Come si evince dalle foto la distanza tra l’edificio e la proprietà pubblica è pari a zero e ne consegue che ogni attrezzatura tecnologica realizzata in adiacenza all’edificio insiste sulla proprietà pubblica”.

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Dal municipio fanno però sapere a Romatoday che “i sopralluoghi per verificare il rispetto di tutte le norme non hanno mostrato alcuna irregolarità”, spiega l’assessora ai Lavori Pubblici, Paola Perfetti. “Nei mesi scorsi abbiamo chiesto alcune modifiche e alcune demolizioni parziali perché il piano superiore, al posto di essere adibito a locale per impianti, era stato sfruttato per la ristorazione. Il cambio di destinazione d’uso è stato ottenuto ai sensi del piano casa. Gli uffici sono stati rigorosi nei controlli ma se l’operazione viene fatta secondo la legge i proprietari hanno diritto a realizzare l’operazione. So che i cittadini sono preoccupati per la trasformazione del loro quartiere” ha poi aggiunto Perfetti “ma non possiamo andare contro una legge”. 

Dal comitato Pigneto Prenestino promettono battaglia: “L’ennesimo locale è incompatibile con chi abita il quartiere. Chiederemo alle istituzioni, soprattutto quella municipale, di prendersi le loro responsabilità”. 

Una serie di iniziative nel quartiere continueranno a ragionare sul tema della protesta. Sabato pomeriggio alle 18.30 presso l’associazione Cambiapiano in via Romanello da Forlì, 40 al Pigneto si terrà la presentazione del libro Airbnb città merce, Storie di resistenza alla gentrificazione digitale’ scritto dalla giornalista Sarah Gainsforth che pone al centro proprio le conseguenze dei processi di turistizzazione delle città, e Roma non è esclusa, favoriti dalla diffusione degli affitti brevi proposti dalla piattaforma digitale. Domenica 6 ottobre, invece, come ogni prima domenica del mese, sarà proprio piazza Nuccitelli Persiani a riempirsi con La Libera Fiera del Territorio, organizzata da una realtà del quartiere chiamata la Comune del Crocicchio. Tra le varie iniziative, tra cui un mercato contadino e un pranzo in cui “ognuno porta qualcosa”, alle ore 11 si terrà un incontro aperto alla cittadinanza sul tema: “Gentrificazione, che fare?”.

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