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Lago ex Snia, il consiglio del V municipio chiede al Campidoglio di modificare il Prg: "Resti area verde"

Lo spiega l'assessore all'Ambiente Pulcini: "L'area sia destinata a verde e servizi"

Il Consiglio del V municipio ha approvato una risoluzione relativa all'area dell'ex Snia. Obiettivo "tutelare" quella parte di città compresa tra la Prenestina e via di Portonaccio dove, a ridosso dell'ex fabbrica ormai abbandonata da tempo, nel corso di una serie di scavi, siamo negli anni '90, è fuoriuscito un lago e si è formato un polmone verde. Dopo anni di proteste e di rivendicazioni da parte della cittadinanza, alla Regione Lazio è stato avviato l'iter per la sua trasformazione in Monumento naturale

Il miniparlamento del V municipio si inserisce in questo solco. Con il documento elaborato dalla commissione Ambiente, ha così chiesto ufficialmente alla sindaca Virginia Raggi di interfacciarsi con la Regione nell'ambito dell'iter per l'istituzione del Monumento naturale. Non solo. Nella risoluzione viene richiesta anche l'estensione della tutela a tutta l'area, compresa quella privata sui cui sorge lo scheletro dell'ex fabbrica, e si spinge affiché l'agenzia del Demanio inserisca il lago all'interno dell'elenco delle acque pubbliche. Il V municipio chiede infine che gli uffici dell'assessorato all'Urbanistica si mettano al lavoro per modificare il Piano regolatore cittadino, modificando la destinazione dell'area a verde pubblico e servizi.  

"In questo modo, per effetto della Legge 431/1985 e del D.Lgs. 42/2004 che tutelano i beni paesaggistici e ambientali, non si potrà costruire nulla ad una distanza inferiore ai 300 metri dal lago", spiega l'assessore municipale all'Ambiente, Dario Pulcini. "Vogliamo tutelare l'area e rispondere alle richieste dei cittadini per evitare possibili speculazioni". 

“Siamo soddisfatti perché riteniamo questa risoluzione un passaggio utile al raggiungimento delle richieste che avanziamo da tempo”, il commento di Sabrina Baldacci, del Forum del Parco delle energie. “Anche perché nel corso della votazione non è andato tutto liscio: il documento non è stato approvato all’unanimità, ci sono stati dei voti contrari ed è stato bloccato un emendamento che avrebbe notevolmente ridotto la portata della risoluzione. Apprezziamo chi l’ha sostenuta nella sua integrità perché riflette le istanze che stiamo portando avanti da tempo”.

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