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Municipio V: approvata una nuova Commissione Speciale, polemiche sui costi

Si occuperà di promozione e valorizzazione del territorio, sviluppo economico, tutela del consumatore, turismo e progetti Europei. Le opposizioni: "È un doppione delle commissioni ordinarie"

Il Municipio V avrà una nuova Commissione Speciale, da qualcuno già ribattezzata una super commissione visto che tratterà materie molto diverse tra loro: dalla "promozione e valorizzazione del territorio" allo "sviluppo economico e produttivo locale", dalla "tutela del consumatore" ai "progetti Europei" per finire con la "programmazione dei lavori Municipali". Composta da 12 consiglieri, per la maggior parte capigruppo dei rispettivi partiti, la nuova Commissione lavorerà fino al 31 dicembre 2017. 

IL CONSIGLIO - La Commissione ha avuto il via libera dal consiglio il 31 luglio scorso, e sostituirà, di fatto, la Commissione per il regolamento che ha appena concluso i suoi lavori. La maggioranza ha votato compatta per il sì, con l’eccezione  di Maria Marchionni (PD) che si è astenuta. Hanno scelto il non voto anche i consiglieri di centrodestra Daniele Rinaldi (FDI-AN) e Ciccotelli (NCD). Ha votato invece contro il consigliere dei 5 Stelle Giovanni Boccuzzi. 

VIA TRA LE POLEMICHE - La discussione in aula è stata caratterizzata dal confronto-scontro tra Boccuzzi dei 5 Stelle e i consiglieri Massimo Piccardi e Angelo Callocchia (PD) che hanno difeso la necessità di questo nuovo organo. Per Callocchia è tempo di dire basta "alle sciocchezze sui costi della politica", visto che, ha precisato il capogruppo PD, "oggi un consigliere percepisce 560 euro netti al mese". Secondo Piccardi, poi, il consiglio del V Municipio è tutt’altro che dedito agli sperperi: "In altre circoscrizioni, come ad esempio il Municipio I – ha affermato Piccardi – ci sono tre addirittura tre commissioni speciali, nel nostro municipio soltanto una". 

PROTESTA L'OPPOSIZIONE - Insorgono però le opposizioni. I più combattivi sono i consiglieri dell’NCD che accusano la maggioranza di sperperare i denari dei contribuenti "Trovo singolare – ci ha spiegato Walter Pacifici, capogruppo del Nuovo Centrodestra – che in un regime di spending review si trovino le risorse per finanziare una nuova Commissione che è palesemente un doppione di quelle già esistenti". Pacifici contesta poi il ragionamento di Piccardi: "Che senso ha - obietta il consigliere - uniformarci ai Municipi meno virtuosi?".

Contrari anche i 5 Stelle. "Siamo molto perplessi - ci ha spiegato Boccuzzi - perché questa commissione tratterà materie su cui lavorano già altre commissioni". Per combattere i presunti sperperi i 5 Stelle si rivolgono invece ai cittadini: "Invitiamo i residenti del Municipio a partecipare ai lavori delle Commissioni, che ricordiamo sono aperte a tutti".

I COSTI - I membri di una commissione percepiscono un "gettone" di circa 70 euro lordi per un massimo di 16 gettoni mensili, consigli municipali compresi. I consiglieri hanno la facoltà di assentarsi dal lavoro per il tempo strettamente necessario a partecipare ai lavori di una data commissione. Il Comune di Roma, ovviamente, si impegna a rimborsare i datori di lavoro dei consiglieri presenti. Il Municipio V ha all’attivo sei commissioni permanenti, a cui vanno aggiunte la Commissione Trasparenza, quella delle elette, e la commissione Speciale in oggetto. I Municipi più virtuosi sono il sesto e l’ottavo - che fanno a meno delle commissioni speciali - ma grossomodo abbiamo riscontrato una generale uniformità di numero e funzioni tra le varie circoscrizioni. 

IL COSTO DEI MUNICIPI - Il 30 aprile scorso, uno studio di Uil Lazio ed Eures, ha denunciato il costo monstre dei municipi romani, rispetto alla loro effettiva utilità: le retribuzioni dei 99 assessori e dei 360 consiglieri municipali ammontano a 6,3 milioni di euro, quasi il triplo della spesa annua di Roma capitale e due terzi di quella regionale, pari a 8,9 milioni.

Nel dettaglio gli stipendi mensili ammontano a 3.807euro lordi per i presidenti, 2.855 per i vicepresidenti e 2.474 per gli assessori. A questi vanno aggiunti i 54 dirigenti municipali, le cui retribuzioni complessive annue ammontano a 5,9 milioni di euro (110 mila euro per ciascun dirigente).

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COMPITI ESIGUI - "Costi che, nonostante l'accorpamento, risultano ancora troppo elevati - commenta il segretario generale della UIL di Roma e del Lazio, Pierpaolo Bombardieri - soprattutto se si considera che i compiti davvero delegati alle amministrazioni municipali sono troppo esigui e limitati spesso a provvedimenti di decoro e manutenzione urbana e ad eventi culturali locali. Sarebbe auspicabile un vero e proprio decentramento operativo con ridistribuzione di compiti e doveri e una maggiore autonomia decisionale, vista la loro maggiore vicinanza al territorio".

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