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Municipio V, il Comune boccia la super commissione: "Inutile e costosa"

La commissione spciale per la promozione del territorio finisce nel mirino del Campidoglio che la definisce superflua nei contenuti e cara per le casse del Comune

La super commissione speciale approvata il 31 luglio scorso dal Parlamentino del Municipio V finisce nel mirino del Campidoglio che la definisce superflua nei contenuti e troppo cara per le casse del Comune, insomma un vero e proprio sperpero di denaro pubblico. Il parere è del segretario generale capitolino Liborio Iudicello che, in risposta ad un’interrogazione dei 5 Stelle, ha di fatto smontato le motivazioni con cui buona parte dei consiglieri municipali aveva giustificato la nascita di questo ennesimo organo di rappresentanza.

Formata da ben dodici membri la "Commissione speciale per la promozione e valorizzazione del territorio" si occupa di materie molto diverse tra loro: dalla promozione del territorio allo "sviluppo economico e produttivo locale", dalla "tutela del consumatore" ai "progetti Europei" per finire con la "programmazione dei lavori Municipali". Contrari fin da subito Nuovo Centro Destra e 5 Stelle che all'indomani del voto in consiglio ne avevano denunciato la dubbia utilità e i costi eccessivi. Opinioni a quanto pare condivise dal Campidoglio. 

UN DOPPIONE - I contenuti della Commissione, secondo il Comune, "risulterebbero di fatto espunti dalla sfera di Competenza di altre Commissioni. Private di detti contenuti, alcune delle Commissioni Permanenti appaiono, in conseguenza, menomate di una significatica parte delle loro attribuzioni tipiche (...) e non può neppure escludersi l’insorgenza di confilitti di attribuzione tra le Commissioni che conservino competenze nelle stesse materie". 

Il Campidoglio ha poi sollevato perplessità sull'eccessivo numero dei componenti in quanto, si legge nella lettera del segretario generale, un'assemblea di tale dimensioni esiste già ed "è quella naturale dell'assemblea consiliare".

COSTI ECCESSIVI - Né pare possibile, scrive ancora Iudicello, "ignorare gli effetti che può determinare l’istituzione di un organismo di tali dimensioni sotto il rilevato profilo delle spese di funzionamento con particolare riguardo alla gettonabilità delle presenze e all’assunzione a carico delle finanze capitoline degli oneri per assenza dal servizio di consiglieri che siamo lavoratori dipendenti". Tutte argomentazioni di cui, conclude il direttore generale, "gli organi direttivi del consiglio municipale e i singoli consiglieri che hanno approvato la deliberazione non possono non essere consapevoli". 

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