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Lago Snia, dal Pd al M5S sì alla mozione: "La Regione tuteli l'area e blocchi il progetto a costruire"

Il documento, a prima firma Bonafoni della Lista civica per Zingaretti, chiede un impegno della giunta Zingaretti presso gli uffici e il Mibact

Rafforzare i vincoli dell’area del lago e bloccare il progetto di demolizione dell’ex fabbrica per costruire case e negozi. A difesa della zona dell’ex Snia Viscosa scende in campo una mozione approvata all'unanimità questa mattina in Consiglio regionale del Lazio. Un documento appoggiato in maniera trasversale dal Pd alla lista civica Zingaretti arrivando al Movimento cinque stelle con il quale si chiede alla Giunta non solo di agire presso i propri uffici per concludere “rapidamente” le procedure per apporre il vincolo di Monumento naturale e arrivare alla “definitiva classificazione” nel Demanio pubblico delle acque ma anche di attivarsi presso la Soprintendenza Speciale Archeologica di Roma, sotto il Mibact del pentastellato Alberto Bonisoli, di “assumere un provvedimento di massima tutela”. Non solo. I consiglieri invitano la giunta Zingaretti a parlare con gli uffici urbanistici per fermare l’iter autorizzativo del progetto di cambio di destinazione d’uso che punta a trasformare l’ex fabbrica in case e negozi. Interventi superiori a 10mila metri quadrati come quello presentato dalla società proprietaria, la Ponente 1978, ricordano i consiglieri nella mozione, non sono consentiti dalla legge sulla rigenerazione urbana. 

Prima firmataria della mozione è la capogruppo della Lista civica Zingaretti, Marta Bonafoni, che da anni lavora a fianco dei cittadini nella battaglia per la tutela del lago dell’ex Snia, fuoriuscito nel 1992 proprio in seguito a degli scavi per realizzare delle costruzioni. Dello stesso gruppo hanno firmato Gianluca Quadrana e Gino De Paolis. Seguono le firme del consigliere del Pd, Eugenio Patané, e quelle dei consiglieri del Movimento cinque stelle Marco Cacciatore e Valerio Novelli, presidenti di due commissioni consiliari competenti proprio sulla vicenda dell’ex Snia, come Urbanistica e Ambiente.  

La mozione si inserisce nella lunga battaglia per la tutela dell’area portata avanti da cittadini e residenti, oggi raggruppati nel Forum del Parco delle energie. Dopo l’esproprio di parte del terreno interessato, avvenuto all’inizio degli anni Duemila, il riconoscimento di una serie di vincoli archeologici e paesaggistici, e l’istituzione del Parco delle Energie, dal 2015 i cittadini chiedono al presidente Nicola Zingaretti di trasformare l’area in un ‘Monumento naturale’. L’iter, così come spiegato dagli uffici competenti nel maggio scorso, “è in fase di ultimazione”. È iniziato anche il confronto con il Demanio per il riconoscimento ufficiale del lago come bacino naturale, che farebbe scattare una serie di ‘fasce di rispetto’. Con la mozione i consiglieri regionali incalzano la giunta Zingaretti a “concludere rapidamente” queste procedure. 

Il secondo punto si riferisce al progetto di demolizione e ricostruzione avanzato al Comune di Roma dalla società proprietaria dell'ex fabbrica che sorge nei pressi del lago, la Ponente 1978. Il cambio di destinazione porterebbe lungo la Prenestina, all'altezza di via di Portonaccio, nuove case, negozi e uno studentato. La richiesta, resa nota da Romatoday a giugno, è sul tavolo degli uffici del dipartimento Urbanistica del Campidoglio dal luglio del 2018. Nel gennaio del 2019 è stata trasmessa anche agli uffici regionali competenti per il rilascio delle autorizzazione paesaggistica. La superficie da demolire e ricostruire, però, si legge nella mozione, ammonta a oltre 11mila e 700 metri quadrati per un manufatto e a oltre 25mila e 500 per un altro. Troppo per la legge sulla rigenerazione urbana che fissa in 10mila metri quadrati l’estensione massima degli interventi consentiti con questa procedura. Da qui la richiesta: "Rappresentare ai competenti uffici [...] l'inammissibilità degli interventi". Per i consiglieri, inoltre, si tratta di un intervento "in difformità dalle destinazioni previste dal Piano regolatore generale di Roma". 

Infine l’ultima mossa: “Rappresentare alla Soprintendenza Speciale Archeologica, Belle Arti e Paesaggio di Roma le motivazioni che suggeriscono di assumere un provvedimento di massima tutela”. Da prendere in considerazione “la dimensione della proposta di trasformazione urbana del progetto e il regime vincolistico di questa porzione di città, le sue connotazioni storico-archeologiche-paesaggistiche”. E ancora, “la presenza delle archeologie industriali riconosciute nella Carta della Qualità del Comune di Roma e la presenza del lago, di fatto già con carattere demaniale, con il suo patrimonio di biodiversità da tutelare e conservare”. Un punto fondamentale se si considera che i vincoli che oggi insistono sull’area non bloccano la possibilità di edificare. Il Mibact, riconoscono i consiglieri, può avere un ruolo fondamentale nella tutela defintiva dell’area dell’ex Snia. 

“Questa mozione punta a tutelare l’area dell’ex Snia e a rispondere colpo su colpo all’ennesimo tentativo di progetto edificatorio su quei terreni”, il commento di Marta Bonafoni. “Con i primi due punti ci rivolgiamo proprio agli uffici regionali affinché arrivino nel più breve tempo possibile all’istituzione del Monumento naturale e al riconoscimento da parte del Demanio delle acque del lago. Non solo. 
La legge sulla rigenerazione urbana fissa in 10mila metri quadrati il limite massimo per i progetti di demolizione e ricostruzione con cambio di destinazione d’uso che dev’essere comunque conforme al Piano Regolatore Generale. Il progetto presentato da Ponente 1978 è fuori da entrambe queste condizioni. Per questo chiediamo agli uffici regionali competenti di bloccarlo. L’intervento della Sovrintendenza, invece, sarebbe determinante per allontanare definitivamente ogni tentativo speculativo sulla zona. La rigenerazione urbana di cui ha bisogno quel quadrante densamente abitato, l’unica possibile secondo noi, deve andare nella direzione di una massima protezione del patrimonio naturale ambientale e di biodiversità per una migliore qualità della vita”.

“La mozione ripercorre le fasi del riconoscimento dei vincoli sull’area dell’ex Snia e chiede alla giunta Zingaretti di adoperarsi affinché si arrivi in breve tempo all’istituzione del Monumento naturale e alla demanializzazione delle acque del lago", le parole di Marco Cacciatore. "Il M5s sostiene volentieri questo obiettivo di salvaguardia. Siamo a ridosso della votazione del Piano territoriale paesistico regionale, speriamo che anche in quella sede emergano possibilità di salvaguardia che non escludano le strade percorse fino ad oggi”. 

“Con l’approvazione di questa mozione in Consiglio regionale la maggioranza dichiara esplicitamente la sua opposizione al progetto edificatorio”, il commento di Marco del Forum del Parco della Snia. “Speriamo che sia inoltre la spinta finale per far arrivare in porto i riconoscimenti che attendiamo da tempo. La politica si sta esprimendo in maniera sempre più univoca per concepire quello spazio a verde pubblico e parco naturale”. 

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