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Al Pigneto il fast food della discordia: "Progetto in regola". Ma i comitati non ci stanno

In Commissione tutte le carte del cantiere. Per i tecnici municipali non ci sono rilievi da fare sul piano normativi. La presidente Castello: "Nessuna difformità nei documenti". I cittadini: "Andremo in Procura"

Cittadini al cantiere di via Gentile da Mogliano

Gli aspetti tecnici e procedurali rispettano le leggi vigenti, almeno stando ai pareri emersi in Commissione municipale trasparenza. La seduta sul fast food del Pigneto, l'ennesimo, pronto a sorgere in piazza Nuccitelli Persiani, dovrebbe rispondere agli interrogativi dei residenti su presunti illeciti dei costruttori. "Abbiamo visionato tutta la documentazione presentata insieme agli uffici tecnici del municipio - spiega a RomaToday la presidente dem della Commissione, Nunzia Castello - non posso dire che agli atti risultino problemi". Ma i cittadini non si fidano: "I faldoni non li abbiamo visti, c'è scarsa trasparenza". E annunciano: "Andremo in Procura". 

Il cantiere è in corso da due settimane. Dodici box auto sul lato di via Gentile da Mogliano, di proprietà privata, verranno demoliti. Al loro posto, sulla striscia di terreno anche questa privata, vedrà la luce un nuovo locale commerciale. Un gruppo di comitati di quartiere (tra questi il Pigneto Prenestino e l'associazioni di piazza Nuccitelli) si sta battendo da mesi per scongiurare l'apertura, ponendo due ordini di questioni. La prima: il territorio è saturo di bar, ristoranti alla moda, pub. Non sarebbe il caso di dare priorità a verde pubblico e giardinetti per i bambini? "Stiamo parlando di edilizia privata - commenta Castello - è assurdo chiedere al municipio di intervenire su una questione simili. Non è in nostro potere fermare il cantiere, nessuno può farlo. A meno che non vengano riscontrati degli abusi". Già, il secondo aspetto contestato: chi costruisce sta rispettando le normative urbanistiche?

Sì, secondo quanto rilevato dai tecnici municipali chiamati a rendicontare sugli atti depositati. Dal rilascio delle concessioni per la sanatoria dei box auto all'aumento della volumetria del nuovo stabile, "è tutto in regola". Ce lo comunica Castello, lo ha specificato ieri il dirigente dell'UOT municipale, architetto Maurizio Marocco, lo ribadiscono i costruttori di Acr Studio al nostro giornale. "I tecnici del Municipio hanno esaurientemente risposto a tutte le domande specifiche, sono andati personalmente negli uffici per garantire la trasparenza e la correttezza dell'amministrazione esponendo in maniera chiara e cristallina l'iter progettuale e normativo, e considerando il progetto ammissibile". La richiesta dei cittadini di fermare il cantiere? "Una pretesa fuori da ogni logica". 

Costruttori e tecnici difendono il progetto anche per quanto riguarda lo smaltimento dell'amianto. I box sono ricoperti di lastre di eternit che a detta dei comitati non sarebbero state rimosse con le dovute precauzioni e secondo gli standard di legge. Diverse le fotografie dalle finestre agli operai non adeguatamente protetti o ai lastroni che "dovevano essere chiusi in modo che le polveri non mettessero a repentaglio la salute dei residenti". Ma "per il momento non riscontriamo illeciti" ribadisce ancora una volta la presidente Castello. "L'impresa ha certificato di essersi adoperata, hanno chiamato la Asl e stanno attendendo una perizia mentre già hanno individuato la ditta specializzata per la rimozione"

Ma i cittadini non ci stanno e raccontano un'altra versione dei fatti. "Ci hanno portato i faldoni con gli atti richiesti alle 13 e 30 e solo dopo le nostre pressioni. Eravamo lì dalle 9 e non avevamo più tempo per visionarli. Dovremo fare un altro accesso agli atti. Sembra lo facciano apposta per non renderci partecipi" spiega Matilde, del Cdq Pigneto Prenestino. "Il primo problema è di scarsa trasparenza. Settimane fa abbiamo fatto una prima richiesta e abbiamo potuto vedere solo la planimetria". Il municipio dice che va tutto bene. "Sì, perché si fidano degli uffici. Ma i nostri sospetti sulla conformità del progetto al Piano Casa non hanno ancora ottenuto le legittime risposte. Per il momento il primo nostro dubbio è stato confermato: la presenza di amianto nel progetto non era stata denunciata"Un omissione "obiettivamente preoccupante" che apre la strada a una possibile denuncia: "Siamo pronti a interessare la Procura".

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