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Pigneto: residenti senegalesi sotto sgombero, il quartiere li difende

È scaduto oggi il termine per i residenti in via Fanfulla da Lodi 38 per sgomberare volontariamente l'immobile abitato da venti anni da una coesa comunità senegalese

Si annunciano nuovi giorni di tensione per la comunità senegalese al Pigneto.
La coesa comunità senegalese, integrata nel quartiere, che da venti anni vive in via Fanfulla da Lodi 38, e che da altrettanto tempo, secondo il comitato di quartiere, paga l'affitto in nero, rischia di ritrovarsi senza casa. Gli abitanti dello stabile, tre case stipate su di un unico piano, hanno una media di 50, 60 anni e tra loro c'è anche un anziano di 84 anni. Proprio oggi è scaduto il termine per lo sgombero volontario dell'immobile e queste persone non hanno una soluzione alternativa per vivere, ma il quartiere non li ha lasciati soli.


Residenti, il comitato di quartiere, l'Osservatorio Antirazzista Territoriale e il CSOA ex-Snia si sono uniti sostenendo la loro battaglia che non sarà semplice.
Come ci raccontano dal comitato: “Il Comune di Roma forse sollecitato dagli stessi proprietari o dalla Banca che vanta crediti nei loro confronti, applicando un copione facile facile, ha avviato la procedura di sgombero per motivi igienico-sanitari e di instabilità di fatto determinando una situazione di vantaggio non per chi è vittima ma per chi è carnefice. Lo sgombero a tutela dei residenti è rapido e inoppugnabile rispetto ad una procedura di sfratto ma l'obiettivo è lo stesso: abitazione libera e pronta da mettere sul mercato, magari aspettando il piano casa per ampliare la cubatura.”

Quelli del comitato però hanno chiamato un loro perito che ha dichiarato che le condizioni non sono tali da giustificare uno sgombero.  Il problema, più che altro, sta nel fatto che in questi 20 anni non sono stati fatti interventi di ristrutturazione sulle case. Continuano ancora : “Il Municipio VI nonostante le promesse di attenzione alla vicenda si è limitato a inviare il giorno prima dello sgombero due assistenti sociali ad informare i senegalesi che il comune mette a disposizione i centri di accoglienza e contributi - che tutti sappiamo inesistenti – per l'affitto di case”.

Pochi giorni fa poi l'arrivo di due assistenti sociali, qualche intervento di ripulitura del giardino e la presenza della Polizia Municipale che aveva espresso l'intenzione di far uscire dalle loro case gli abitanti, azione che non è riuscita per l'intervento dei comitati. Per oggi lo sgombero non è avvenuto, un ricorso al Tar è già stato presentato, ma da questa comunità vive sotto l'incubo di uno sgombero imminente.

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