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Pigneto, poliziotti a cavallo e volanti ad ogni angolo: "Da oggi qualcosa cambierà"

Al regista Francesco Barnabei, primo firmatario della campagna contro spaccio e delinquenza avviata nel quartiere, le promesse del viceprefetto: "Nuova strategia in campo". I residenti: "Vigileremo"

Se la musica non cambia, come promesso, toccherà scomodare il Ministero dell'Interno, o il Presidente della Repubblica, perché i cittadini del quartiere, stavolta, non mollano. Droga, spaccio, delinquenza, intimidazioni: al Pigneto non si vive più. E dopo anni di denunce inascoltate di singoli residenti disperati, al telefono con le forze dell'ordine una sera sì e l'altra pure, si fa rete. Comitati di quartiere insieme, e un volto noto in zona che da settimane ci ha messo la faccia: il regista Francesco Barnabei, autore de La luna che vorrei, proiettato nel 2012 al cinema l'Aquila, un docufilm che del quadrante Torpignattara-Pigneto ha narrato difetti e virtù.   

"Negli ultimi tempi ho vissuto in via dell'Acqua Bullicante, sono tornato da poco al Pigneto, in via Pesaro, e ho trovato una situazione inverosimile". A quattro anni dalle riprese del film, l'impressione è di un tracollo. "Risse, spaccio a ogni angolo, ho una bambina di 9 anni che se si affaccia alla finestra è costretta a vedere continui scambi di sostanze stupefacenti, ma vi pare normale?". Barnabei è stato il primo a inviare una lettera al prefetto Gabrielli qualche settimana fa. A lui si sono accodate decine e decine di residenti. "Ho suggerito non tanto di firmare la mia, ma di scriverne ognuno una da inviare alle autorità, ognuno con la sua esperienza messa nera su bianco". Un bombardamento di segnalazioni destinato a durare fin quando chi di competenza non darà risposte vere. 

Parliamo di 40 pusher, sparsi su un manipolo di vie intorno all'isola pedonale. Ma non c'è retata che tenga. Passano poche ore e il quadro si ripropone identico. Tossici spalmati sui marciapiedi, spacciatori agli angoli della strada con gli acquirenti di turno, risse, violenze, macchie di sangue e siringhe usate sulle soglie dei palazzi. "Non ci fermeremo fino a che la situazione non verrà risolta. Serve un lavoro diverso da parte della polizia" prosegue Barnabei, che in queste ore ha incassato una serie di promesse dal viceprefetto Serena Bellucci. "Mi è stato detto che le cose cambieranno. Ci diamo tre settimane, un mese, per vedere se cambiano davvero. Altrimenti manderemo tutte le nostre lettere alla stampa internazionale". Fanno sul serio, e stavolta non ci stanno a finire tra i problemi dimenticati. 

"Polizia su via Pesaro angolo via del Pigneto e lungo la pedonale verso via Ascoli Piceno, neanche uno spacciatore - aggiorna Barbanabei sulla pagina Facebook che raccoglie sfoghi e notizie dal quartiere - E' un inizio, stiamo a guardare, vediamo se è la solita presenza di circostanza o se intervengono". Qualcuno diffonde foto di Carabinieri a cavallo.  E nel tardo pomeriggio un comunicato stampa della Questura spiega la nuova "logica operativa ad ampio raggio" messa in campo sul territorio.

"Per tutta la settimana, dal pomeriggio fino a notte inoltrata, gli agenti del Commissariato Porta Maggiore, del Reparto Prevenzione Crimine, unitamente agli equipaggi della Sezione Criminalità Diffusa della Squadra Mobile - si legge in nota - e con l’ausilio di unità cinofile ed ippomontate, pattuglieranno la zona intensificando ancor più l’attività infoinvestigativa al fine di  prevenire i reati di criminalità diffusa, in particolar modo di quelli legati allo spaccio ed al consumo degli stupefacenti ed all’immigrazione clandestina". Il tutto rivendicando comunque "dall'inizio dell'anno 700 controlli, 37 arresti, 65 denunce in stato di libertà, 16 assuntori di droga segnalati". Accanto a 237 negozi controllati, "21 dei quali sanzionati amministrativamente per un importo totale di 66mila 700 euro per varie irregolarità". E a un'attività svolta in parallelo con la magistratura. 

Intanto, insieme alle lettere singole, si raccolgono ancora firme. Nella gelateria di via Pesaro, altro fronte di lotta, Filippo Ruggeri, il titolare, tiene un banchetto fisso. "Solo portando una pressione di tutti, o meglio raccontando ognuno di noi la nostra storia la nostra rabbia di tanti anni passati a lottare contro il degrado del nostro quartiere potremo riprenderci la nosta libertà". 

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E in tempo di campagna elettorale, anche il mondo politico si fa vedere nel quartiere. Roberto Giachetti ha già fatto capolino la scorsa settimana, accompagnato dal candidato dem alla presidenza del V municipio, Alessandro Rosi. La prossima sarà Virginia Raggi, che a meno di cambi di programma dovrebbe arrivare sabato. "Poi inviteremo anche la Meloni". Qualche speranza resta riposta nel sindaco che verrà. 
 

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