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Stazione Pigneto: a novembre al via il cantiere, aspettando i 12 milioni del Comune

Due lotti, il primo già finanziato con 22 milioni di euro da Rfi, il secondo in attesa dei fondi del Comune, 12 milioni di euro, ancora da stanziare

Due fasi del cantiere, una prima di 100 giorni da concludere a febbraio 2017, una seconda di 240, fino a ottobre 2017. Tradotto: entro un anno il Pigneto potrebbe avere il suo nodo di scambio ferroviario. Della stazione nel quartiere di Roma est si è discusso ieri in commissione Mobilità. Non è stata presa nessuna decisione sostanziale che cambia lo status quo e ancora qualche questione resta da sciogliere, ma il punto fatto è servito a capire tempi, costi, preoccupazioni, idee. Al tavolo Agenzia per la Mobilità, tecnici di Rete Ferroviaria Italiana e il presidente del V municipio, Giovanni Boccuzzi. Presenti anche una decina di residenti del quartiere. 

IL PROGETTO - Parliamo di un progetto approvato nel 2012: una fermata al Pigneto sulla FL1 (Orte-Fiumicino) la linea che passa da Fara Sabina, Piana Bella di Montelibretti, Monterotondo-Mentana, Settebagni, Fidene, Nuovo Salario, Nomentana, Tiburtina, Tuscolana, Ostiense, Trastevere, Villa Bonelli, Magliana, Muratella, Ponte Galeria, Fiera di Roma e Parco Leonardo. La stazione servirebbe anche la Fl3 (Tiburtina-Ostiense-Viterbo), con scambio pedonale verso la fermata metro C. Un cantiere, come ricorda il presidente di commissione Enrico Stefàno, che andrebbe a "chiudere di fatto una parte dell'anello ferroviario". L'opera è divisa in due lotti. 

Il primo partirà a novembre, e comprende la copertura del vallo ferroviario, il collegamento con la FR1, la stazione e cinque nuovi ponticelli pedonali. Per il secondo che riguarda le opere di urbanizzazione e i lavori sul lato Casilina/Mandrione mancano ancora all'appello 12 milioni di euro del Comune. Sul punto Stefàno si impegna allo stanziamento già nel prossimo assestamento di bilancio. 

Intanto i lavori possono partire, e a quanto emerso, partiranno. Prima però il presidente del municipio chiede un tavolo pubblico: "Siamo d'accordo con il progetto, ma vorremmo anche un contributo da parte dei cittadini". Poi il suggerimento: "Eliminare i cinque ponticelli e recuperare così dei fondi". Un'ipotesi poco probabile. Come fatto presente da RFI, cambiare il progetto vorrebbe dire allungare i tempi. "Ad oggi noi siamo in cantiere a novembre, cambiando il progetto andiamo a gennaio". O peggio "slittiamo di un anno".

Manca invece un elemento giudicato fondamentale dai presenti di Rfi: una convenzione con il comune di Roma che garantisca, il flusso di finanziamento e che metta in chiaro la divisione dei lavori. Dal tombamento del vallo infatti nascerà un parco, realizzato da Ferrovie dello Stato, che poi passerà a Roma Capitale, ma non senza una convenzione che garantisca la presa in carico e la manutenzione. "Non facciamo niente che si trasformi in terra di nessuno". 

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