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Campo Villa Gordiani, il V municipio respinge il progetto dei cittadini: "Puntiamo sul turismo, la demolizione non si ferma"

Ieri, presso il centro anziani di Villa Gordiani, si è tenuto il consiglio straordinario sul tema

Foto Facebook Comitato di Villa Gordiani a difesa del campo di calcio

È ancora scontro tra il V municipio e i cittadini del comitato sorto in difesa del campo da calcio di Villa Gordiani. Il primo deciso a proseguire con la demolizione dei manufatti (già iniziata) che sorgono a ridosso dello spazio, i secondi chiedono invece che venga preso in considerazione un progetto di riqualificazione per destinarlo ad attività sportive e sociali delle realtà del quartiere. Il braccio di ferro va avanti ormai da mesi e ieri, nel corso di un consiglio straordinario municipale, che si è tenuto nel centro anziani di Villa Gordiani alla presenza di numerose realtà sportive e sociali del quartiere, per un totale di un centinaio di persone, è emersa ancora una volta la contrarietà della maggioranza pentastellata a una simile ipotesi. 

“Valorizzazione/Svalutazione. Riqualificazione/Abbandono. Legalità/Illegalità. Tre sostantivi con i suoi contrari per riassumere quanto la parte politica di questa amministrazione sta facendo riguardo al complesso archeologico di Villa Dei Gordiani, contrariamente ad un passato fatto di abusivismi, abbandono ed illegalità delle precedenti amministrazioni”, ha scritto su Facebook l’assessora municipale alla Cultura Mariateresa Brunetti. “Giova ricordare che il campo di calcio in questione si trova in un’area di eccezionale importanza storico-archeologica che negli anni ha subito svalutazione, abbandono ed illegalità”. Sull’area archeologica è stato indetto anche un bando di gara da un milione e duecento mila euro per lavori di manutenzione sul parco e sul Mausoleo. 

Per Brunetti il campo va demolito perché l’area è “vincolata”. Anche se nel documento del ministero dei Beni e delle Attività Culturali che lo attesta, pubblicato dall'assessora insieme al post, si legge: "La legislazione vigente in materia di Beni Culturali non detta procedure per la demolizione diretta". Non solo. “In un’ottica di sviluppo del territorio, che ha come conseguenza anche nuovi posti di lavoro. Si dice sempre che l’Italia potrebbe vivere solo di turismo e allora, laddove non c’è, creiamolo! La riqualificazione complessiva di tutta l’area della Villa, corrisponde alla visione che abbiamo, che è quella di valorizzare un’area diversa solo geograficamente dal centro storico. Vogliamo che nella nostra città, unica al mondo, anche in quelle che erroneamente vengono chiamate periferie, i turisti arrivino non solo per visitare il centro storico, ma anche che tornino, o che si trattengano più a lungo, per visitare i luoghi del cosiddetto “suburbio”, studiati da università italiane e straniere”. Poi ricorda l’impegno del municipio per “cercare aree alternative da destinare al campo di calcio”. 

Questo il commento del Comitato: “Molte persone, ieri, si sono succedute in diversi interventi sulla memoria storica del Campo di Calcio di Villa Gordiani, sulla necessità di riaprire spazi pubblici dove creare incontro e attività virtuose per la cittadinanza”, scrivono. “È stato presentato anche il progetto di riqualificazione, un progetto a scopo sociale che intende riprendere in mano l’area del campo: bonificarla dall’amianto, mettere in comune tra le associazioni e i cittadini che ne hanno interesse gli spazi e le strutture e fornire servizi sportivi e culturali al di fuori della ricerca del profitto privato per venire incontro alle fasce meno abbienti della zona. Ricordiamo che il V Municipio è secondo in classifica per i redditi più bassi di Roma. Purtroppo a tutte queste dimostrazioni di volontà politica, sociale e di partecipazione dei cittadini è stato risposto: ‘No’”.

I cittadini ricordano nella nota “che il campo di calcio è stato per sessant’anni affidato in gestione dal Coni e dal Comune di Roma per praticare attività sportive e che nella città di Roma coesistono decine di impianti sportivi all’interno e a ridosso di reperti archeologici e che questo dovrebbe essere un punto di forza, non un problema burocratico. Inoltre il progetto di ristrutturazione dei mausolei e dei reperti di Villa Gordiani interessa le aree vicine della Villa ma non l’area del campo di calcio”.

Non solo. “Le aree individuate in via preliminare, quindi senza un progetto, millantate dalla Giunta per sostituire il campo di Villa Gordiani, devono andare incontro ad esproprio (non sono di proprietà municipale), bonifica (discariche a cielo aperto) e successiva costruzione dell’impianto. Con appalti che andranno a svuotare le casse (già vuote) del Municipio e a riempire quelle di qualche ditta privata. Senza contare i tempi burocratici che probabilmente vedranno questa Giunta estinguersi prima ancora di presentare un progetto serio”. Concludono: “La Giunta non ha presentato ai cittadini nessun progetto di riqualificazione del parco o di una futura area verde dove adesso c’è il campo. Dobbiamo quindi pensare che la sola cosa che gli interessa è demolirlo e poi lasciare un bel prato incolto da aggiungere alle migliaia di prati incolti della città”.

Contro il progetto di demolizione, Dario Nanni e Antonella Sassone, rispettivamente coordinatore di Roma e Provincia e componente dell'esecutivo nazionale di Italia in Comune. "Il Campo di calcio di Villa Gordiani ha una tradizione storica in un quartiere popoloso e povero della periferia romana, non solo luogo di ritrovo e di socialità, ma opportunità per chi una scuola calcio costosa non può permettersi”. Per Nanni e Sassone, “il Comitato di Villa Gordiani a difesa del Campo di Calcio ha avviato un dialogo propositivo e pacato con l’amministrazione municipale ma ha dovuto prendere atto dell’ostilità e della mancanza di ricettività di qualsiasi proposta da parte di un’amministrazione arroccata nei propri intenti di demolizione”. 

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