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Il Comune non fa le fogne e multa i residenti: "Subito revoca delle sanzioni e lavori per gli allacci"

L'assurdo vissuto dai cittadini del quadrante di via Formia finisce all'attenzione della commissione Lavori Pubblici. Agnello: "Fondi da trovare nel bilancio di previsione"

Commissione Lavori Pubblici

Il Comune non fa le fogne e i privati non possono mettersi in regola, ma si vedono recapitare a casa cartelle "pazze" con multe fino a 60 mila euro. E' il paradosso degli abitanti di via Formia, via Minturno, via Sezze, via Norma, le strade del quadrante di Roma est a cavallo tra Prenestino e Torpignattara. Una storia di immobilismo amministrativo che si ripete da anni, che abbiamo raccontato in più occasioni sulle pagine del nostro giornale, pronta a tornare sui tavoli istituzionali a ogni cambio di governo. Oggi delle case senza scarico (e dei cittadini multati) si è discusso in commissione Lavori Pubblici. 

Seduti al tavolo i residenti della zona, il legale che segue il caso, l'avvocato Carmine Laurenzano, i tecnici del dipartimento Simu (Lavori Pubblici) di Acea, funzionari della polizia Locale e rappresentanti del V municipio, dal presidente Giovanni Boccuzzi agli assessore al Sociale e ai Lavori Pubblici, Mario Podeschi e Paola Perfetti. La storia, come già detto, è la stessa da secoli: abbiamo i progetti e le promesse, ma non i fondi. "Ci impegneremo perché vengano reperiti nel bilancio previsionale" assicura la presidente a Cinque Stelle, Alessandra Agnello, dando appuntamento ai presenti per fare il punto a gennaio. 

Innanzitutto serve un milione e 850 mila euro, secondo i calcoli effettuati dal Dipartimento, per le operazioni di "riempimento" del sottosuolo. A impedire la realizzazione dell'impianto fognario infatti ci sono le centinaia di cunicoli sotterranei, le antiche cave di tufo che caratterizzano il sottosuolo romano e in particolare quello della zona est. Al momento esiste un progetto che ha già compiuto due anni, redatto dai tecnici del Simu, che individua le gallerie da stabilizzare in concomitanza del suolo pubblico, con materiale betonabile e riciclabile, un conglomerato cementizio all'avanguardia ricavato dai rifiuti. Questo è necessariamente il primo step, propedeutico al progetto di Acea che interverrà in un secondo momento per la realizzazione delle fognature. 

I RESIDENTI E LE MAXI MULTE - "E' difficile credere che questa sarà la volta buona" commenta Alessandro Bracchini, residente in via Minturno, all'uscita dell'incontro. "Il quadro si ripete a ogni commissione, sembra sempre che ci sia speranza, poi però restiamo in questa situazione, quello che conta è che chi adesso è tornato nei uffici a lavorare si ricordi di quello che abbiamo raccontato". Che poi per gli abitanti l'urgenza è ancora un'altra: la sospensione delle maxi multe. A sentire i racconti sembra quasi una boutade. "Le ultime multe sono arrivate tra luglio e settembre, da 60mila euro che è il tetto massimo previsto. Proprio oggi abbiamo depositato gli ultimi ricorsi. Le prime sanzioni invece, quelle da 6 mila euro, sono già state sospese in via cautelare dal giudice ordinario. Ci aspettiamo lo stesso per quelle ancora più elevate". Parla l'avvocato Laurenzano, legale di 30 famiglie. 

"L'iter è cominciato nel 2009, nel 2011 i vigili urbani hanno richiesto la documentazione relativa all'allaccio, i cittadini hanno risposto documentando l'assenza di impianti, ma nel 2013-2014 sono comunque arrivate le diffide verbali". Sversare i liquami direttamente nel sottosuolo viola il Testo Unico Ambientale (decreto legislativo 152), che obbliga tutte le abitazioni ad allacciarsi agli scarichi pubblici. Se non hai l'impianto in prossimità dell'immobile, devi provvedere alla realizzazione di un pozzo nero o di una fossa biologica. Ma nel caso specifico non è possibile. 

Le fosse asettiche sono obbligatorie "per gli scarichi di piccoli insediamenti, case sparse, insediamenti isolati e agglomerati urbani inferiori a 2.000 a.e. recapitanti in acque superficiali, sul suolo o negli strati superficiali del suolo". Caratteristiche nelle quali evidentemente non rientra nessuna zona urbanizzata di Roma, come sottolineato dallo stesso Servizio Autorizzazioni Scarichi Idrici del dipartimento Ambiente comunale, che ha informato del quadro gli stessi abitanti. L'unica soluzione plausibile sono le fogne. 

Ricapitolando, il problema è duplice. Da un lato bisogna accelerare i tempi di intervento per realizzare gli scarichi. I residenti aspettano da quasi un secolo. Per questo servono innanzitutto i finanziamenti nel bilancio, poi la rivisitazione dei progetti (comunque risalenti a un paio di anni fa), i bandi di gara (aperti perché le cifre superano il milione di euro) e l'esecuzione finale. Tempistiche? Un anno e mezzo da gennaio, se non ci saranno intoppi. Dall'altro è necessario fermare l'arrivo di sanzioni a dir poco beffarde. "Al momento sono tutte sospese - spiega l'avvocato - ma sarebbe il minimo una richiesta di revoca dall'avvocatura capitolina, e in generale dall'amministrazione"

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Commenti (1)

  • Roma è l'unica città in cui prima si costruisce in modo più o meno abusivo e poi si fanno le fogne e si portano i servizi a carico della comunità. Bella la vita. ;)

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