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Lago ex Snia, è ufficiale: avviato l'iter per renderlo un monumento naturale

L'avviso è stato pubblicato. Ci sono trenta giorni di tempo per presentare le deduzioni

E' stato avviato ufficialmente il procedimento per rendere il lago dell'ex Snia un monumento naturale. L’avviso è stato pubblicato oggi sul sito della Regione Lazio e sugli albi pretori della Città Metropolitana, di Roma Capitale e del V municipio dal direttore della Direzione regionale Capitale naturale, parchi e aree protette. Il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, aveva firmato la proposta di decreto il 9 ottobre scorso ai sensi della legge regionale numero 6 del 1997. A partire da oggi gli interessati avranno trenta giorni di tempo per prenderne visione e per presentare memorie scritte o documenti utili alla predisposizione del provvedimento finale.

“Raggiungiamo un importantissimo obiettivo su cui, da anni, lavoriamo assieme alle realtà locali”, il commento della consigliera regionale del Lazio Marta Bonafoni ed il consigliere del V municipio Stefano Veglianti. “Il Monumento è uno degli strumenti che come Regione mettiamo in campo per tutelare il lago e l'area circostante. Sappiamo che non è sufficiente e per questo, contestualmente, stiamo lavorando affinché si arrivi - assieme al Demanio - al riconoscimento delle acque del lago come pubbliche ed all'inserimento, grazie ad un nostro emendamento al Piano Territoriale Paesistico Regionale, del lago nei beni del paesaggio”. Tante azioni, concludono, “che hanno un unico scopo: tutelare definitivamente l’intera zona del lago, fabbriche comprese, andando a scrivere la parola fine su una storia cominciata quasi 30 anni fa e che gli abitanti del Prenestino stano aspettando da troppo tempo”.

Soddifatti ma critici i cittadini: “Si tratta di una vittoria storica per le realtà che fin dai primi anni novanta hanno lottato contro la speculazione edilizia: il Comitato di quartiere Pigneto Prenestino, il Centro Sociale ex Snia, il Forum Territoriale Parco delle Energie. Si tratta di un riconoscimento per le migliaia di persone che in questi anni hanno animato l’area, presidiando uno dei pochissimi polmoni verdi del quadrante est della città di Roma. Il Monumento naturale segna una netta inversione di tendenza, che scongiura per sempre la possibilità che qualcuno costruisca sul lago ma non nelle aree circostanti”.

Leggi: Il lago dell'ex Snia sarà monumento naturale

A spingerli a definire il decreto “un’occasione colta a metà” è però il perimetro che andrà a costituire il monumento naturale, che non comprende l’area privata dove oggi sorgono gli scheletri dell’ex fabbrica della Snia Viscosa e sui quali è stato recentemente presentato un progetto di demolizione e ricostruzione, anche se non ancora approvato. “Il perimetro delineato dal decreto regionale è decisamente al di sotto dei limiti per preservare le biodiversità e dei bisogni e delle aspettative del territorio. Resta infatti a rischio tutta l’area privata della ex fabbrica a ridosso di Largo Preneste. La Regione non ha avuto il coraggio e la determinazione di imporre alla rendita speculativa la possibilità che tutta l’area venisse sottoposta a vincolo, non chiudendo così del tutto le porte a ulteriori sciagurati interventi e cementificazioni, magari mascherati da rigenerazione”.

I cittadini fanno sapere che avanzeranno le loro deduzioni: “La rete di architetti, urbanisti, ingegneri, geografi, geologi, storici, botanici, naturalisti che sta portando avanti le istruttorie di tutela del lago, è già al lavoro per elaborare le deduzioni da inviare alla Regione affinché il perimetro del Monumento venga esteso e vada a coprire l’intera area, sia pubblica sia privata. L’area dell'ex snia, con questo traguardo raggiunto, può diventare un tassello fondamentale e di svolta per cambiare rotta in tutte le battaglie contro la speculazione e i cambiamenti climatici che stanno caratterizzando il nostro tempo”. 
 

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