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Quarticciolo, tra infiltrazioni e mura fatiscenti: le case di via Ugento in attesa di ristrutturazione

Ater: "I lavori partiranno il 4 aprile". Ma si tratta degli interventi più urgenti

I primi a raccontare la propria storia sono i muri esterni: parti scrostate, chiazze ammuffite, qualche pianta cresciuta tra le crepe. “Anni di abbandono” traducono a parole i residenti delle case popolari di due palazzine Ater in via Ugento 31, al Quarticciolo. Così tanti che prima di esprimere soddisfazione verso i lavori annunciati dall’azienda che ha in gestione gli immobili si attende di vedere i cantieri. “Qui negli anni sono venuti in molti ad effettuare sopralluoghi. Tutti hanno confermato l’urgenza di una ristrutturazione” raccontano i residenti, quasi in coro. “Poi però nessuno ha visto mai niente”. Il 4 aprile, dopo una lunga battaglia portata avanti dal Comitato di quartiere Quarticciolo, partirà una prima tranche di interventi. I più urgenti. “Ma qui tutti sanno che la situazione è molto grave”.

La prima volta che l’Ater ha messo in cantiere consistenti ristrutturazioni per queste due palazzine, infatti, è stato all’inizio del millennio. “Le famiglie che abitavano qui sono state trasferite in altre abitazioni proprio per effettuare i lavori. Sono state portate lontano dal Quarticciolo, un gruppo a Ostia, qualcuna a Ponte di Nona” racconta Luisa del comitato di quartiere. Ater spiega: “Un intervento radicale era stato messo in programma per il 2002”. Ma le ristrutturazioni non sono mai partite. “Perché gli appartamenti sono stati occupati” spiega l’azienda regionale. “Erano vuote da qualche tempo, le porte d’ingresso erano anche state murate” ricordano, invece, i residenti che per primi vi si sono trasferiti. Oggi ci vivono una quarantina di famiglie. Anche le cantine sono abitate. “Se hai bisogno di una casa e non sai come dare un tetto ai tuoi figli accetti di tutto. Però non è giusto essere costretti a vivere in questo modo, in appartamenti fatiscenti da meno di 40 metri quadrati per famiglie di 4, 5 anche 6 persone”.

L’elenco dei problemi è lungo: “Le fogne e le tubature sono vecchissime e spesso abbiamo problemi con gli scarichi e con al fornitura di acqua. I tetti e i muri perimetrali non sono coibentati e quando piove entra l’acqua. Le facciate parlano da sole. Quando ci sono state le ultime scosse di terremoto sono anche venuti i vigili del fuoco perché si erano aperte delle crepe”. Senza considerare le condizioni interne degli appartamenti. “I bagni in particolare”. Lunghi e stretti come corridoi, con una finestra in fondo, proprio dentro una piccola doccia. Un lavandino e una tazza nell’angolo in fondo. "Molti hanno i soffitti pieni di muffa".

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La prima tranche di interventi, quelli più urgenti, partirà il 4 aprile e durerà sei mesi. “A metà della prossima settimana inizieranno i lavori preparatori” spiega Ater. 100 mila euro circa in totale per rendere impermeabili i solai, sistemare i parapetti dei balconi, rifare e spostare all’esterno i bocchettoni di raccolta dell’acqua piovana per evitare infiltrazioni. Verranno inoltre rifatti i bagni e le cucine nelle condizioni più critiche. 

Per l’intervento “radicale”, ancora, un programma non c'è. La prospettiva è vista con speranza ma anche con preoccupazione. “Da tempo ci battiamo per chiedere una regolarizzazione di queste famiglie” spiega ancora Luisa del comitato. “Tutte sono entrate in queste abitazioni per necessità, tutte hanno un reddito basso. A loro, ogni mese, arriva un bollettino con la richiesta di un’indennità di occupazione: c’è chi paga 250 euro, chi 160. Somme che comprendono anche una quota per la fornitura di acqua e per la manutenzione degli stabili e per la pulizia degli spazi comuni. Queste operazioni, però, vengono puntualmente disattese in tutto il quartiere, non solo per le due palazzine in questione”.

C’è poi il problema della residenza: dal 2014 chi è senza titolo non può più registrarsi a causa dell’articolo 5 del Piano Casa del Governo Renzi. La cosiddetta residenza fittizia, quella pensata per i senza tetto, ‘via Modesta Valente, “non risolve tutti i problemi”. Come quella della registrazione delle utenze, legata all’indirizzo di residenza reale. Un problema che pesa non solo al Quarticciolo, tanto che Ater, per poter avviare un piano di installazione di contatori individuali in tutte le case popolari della Capitale, è stata costretta a predisporre la possibilità di una deroga. In questo quadro, anche lavori tanto attesi diventano motivo di preoccupazione: “Non si può non passare per la regolarizzazione” concludono dal comitato. “Bisogna capire come poter restare ma in case vivibili”.  

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