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Prenestino: arriva 'Di mano in mano', mercatino di libri usati "per il diritto allo studio"

L'iniziativa partirà alla fine di agosto alla libreria Todomodo di via Bellagra 47

La libreria Todomodo (foto Facebook)

Per contrastare la povertà educativa e favorire il diritto allo studio arriva ‘Di mano in mano’, il nuovo progetto di Nonna Roma, Unione degli studenti, Anpi di Villa Gordiani e Libreria Todomodo. Prenderà il via a partire dalla fine di agosto nella Capitale presso gli spazi della libreria di via Bellegra 46. Al centro dell'iniziativa, diffusa dalla 'Rete dei Numeri Pari', che unisce centinaia di realtà sociali diffuse in tutta Italia, un mercatino del libro usato, considerato una "pratica di mutualismo studentesco per abbattere insieme le speculazioni editoriali sul caro libri", e la raccolta del materiale scolastico "che distribuiremo alle famiglie in difficoltà". 
Come spiega la Rete dei numeri pari in una nota, "le recenti indagini di Federconsumatori ci dicono che le spese per studente si aggirano tra i 900 e i mille euro l'anno tra libri e corredo scolastico e questo rende sempre più difficile la possibilità per tante famiglie di sostenere questa spesa eccessiva. La povertà educativa che determina finanche situazioni di dispersione scolastica, che Nonna Roma (circolo Arci, ndr) contrasta con il doposcuola nel corso dell'anno, passa anche dalla possibilità di accesso e quindi la pari opportunità di poter avere libri, zaino, astucci e tutto il materiale utile per andare a scuola". 
In particolare, si legge ancora nella nota, “il mercatino del libro usato in particolare vuole attivare un meccanismo di cooperazione sociale tra studenti, (ri)creando una comunità capace di riappropriarsi dei diritti che le vengono sottratti. Non è un mistero che il diritto allo studio, analogamente al diritto alla casa e ad altre politiche cardine per garantire uguaglianza sociale e un'esistenza libera e dignitosa a tutti è un tema dimenticato, quando non violato, da questo e dai precedenti governi. Quando non è stata trattata come un salvadanaio da cui pescare risorse, la scuola è stata pensata come mera anticamera del mercato del lavoro". 
Così il progetto diventa anche una “forma di protesta per sensibilizzare l'opinione pubblica sulle carenze del diritto allo studio e per avviare un meccanismo di cooperazione che faccia da contraltare alla logica dell'istruzione come strumento per consolidare invece che per eliminare le disuguaglianze”, dicono i promotori. “Si tratta di un primo passo da fare insieme, a cui affiancare risposte politiche che ci parlino di 'diritti sociali'. Chiediamo la modifica delle tasse sul reddito, non per ridurre le tasse a chi ha già di più, ma per permettere a chi ha bambini nelle scuole primarie di poter detrarre dalle imposte le spese per l'acquisto dei libri scolastici e chiediamo l'attivazione a livello locale di servizi per garantire il più ampio accesso all'educazione, a partire dal potenziamento delle biblioteche e dalla disponibilità presso le stesse dei libri di testo adottati nelle scuole della zona”. 

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