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Torpignattara: “Cominciamo dalla bonifica di via Giovannoli”

Inutile mettere in campo sempre più forze dell'ordine per contrastare la criminalità? L'azione da sola non basta. Per il Comitato di Quartiere il problema è a monte: occorre un'opera di riqualificazione

Ginevra Nozzoli 2 febbraio 2012
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Non è solo materia di ordine pubblico. Non basta moltiplicare i posti di blocco e le pattuglie delle forze dell’ordine. La questione è ben più profonda e riguarda una riqualificazione ambientale e un’attenzione agli spazi del quartiere che non solo è necessaria ma potrebbe servire realmente ad arginare fenomeni criminali da bronx. Sono giorni che il Comitato di Quartiere Torpignattara, così come i residenti del territorio, non dicono altro: non ci si può svegliare solo di fronte alle tragedie di sangue come quella che ha colpito il quartiere lo scorso 4 gennaio. Già, perché da quel drammatico episodio che ha visto la morte di uomo di 35 anni e della sua bambina di 9 mesi, sul quartiere è calata la scure della paura. Arresti, risse, microcriminalità, aumento di poliziotti e carabinieri, denunce. Sì, ma è davvero così che si risolvono i problemi? Attivare una rete di controlli intensificata e costante può bastare a rendere il territorio più sicuro?



“Con un esposto indirizzato alla ASL competente  e ai Vigili del Fuoco il Comitato Torpignattara denuncia i gravi disagi e i rischi per i cittadini derivanti dallo stato di abbandono  in cui versa il cantiere tra le vie Lodovico Pavoni e Alò Giovannoli”. Già, perché è proprio partendo da lì, da quella strada dove si è consumato il duplice omicidio di Zhou Zeng e Joy, che si trova un esempio perfettamente calzante di cosa il comitato di quartiere e i residenti intendono per “riqualificazione ambientale”. Basta fare pochi passi sulla via per scorgere una vera e propria discarica a cielo aperto con tanto di topi che scorrazzano felici in mezzo a un angolo davvero raccapricciante.

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“Stupisce come nessuno tra la moltitudine dei politici e giornalisti piovuti in massa in via Giovannoli a seguito del terribile fatto di cronaca, abbia avuto l’accortezza di puntare lo sguardo pochi metri più avanti” si legge su un comunicato del comitato “ma la “cecità” è evidentemente un problema diffuso. Non si spiegherebbe altrimenti come gli Enti e le Istituzioni preposti a tutelare la salute pubblica e l’incolumità dei cittadini non abbiano mosso un dito in questi anni per porre fine ad un simile stato di pericolo e degrado intollerabile in un paese civile”. Ma nel cantiere cosa si sta costruendo? Mistero. La segnaletica non ci consente di capirlo bene, chiedendo in giro i residenti per lo più non lo sanno, qualcuno dice che “si sta concludendo una strada” ma, secondo i membri del comitato, si tratterebbe di “box per auto, sopra i quali, a quanto pare, prosegue l’opera di edificazione, almeno a giudicare dalla persistenza di attrezzi da lavoro e betoniere”.

In ogni caso di concluso non sembra esserci molto, come dimostrano l'ammontare di  “calcinacci, immondizia, deiezioni canine e umane che spesso galleggiano in maleodoranti ristagni di acqua piovana”. In effetti il cantiere non è proprio un bello spettacolo: “l'accesso ai box è garantito da una passerella in legno marcio pericolante, sospesa su una fossa della profondità di circa due metri, che  rappresenta un potenziale pericolo  per chiunque tenti di attraversarla” mentre all'esterno del cantiere  “c’è un passaggio con una scaletta pericolante utilizzato da molti come scorciatoia nella più totale assenza di illuminazione pubblica e  pulizia” corredato da  “sacchetti dell’immondizia, carrozzine abbandonate, tavole di legno, siringhe, carcasse di animali morti”.

“I cittadini – informano dal comitato - hanno chiesto l’intervento dell’Ama che si è dichiarata incompetente ad intervenire in  quanto trattasi di area privata.  Con  nota prot.27673/5-5-11 è stato richiesto ai Vigili Urbani di accertarne la proprietà  al fine di avviare i dovuti provvedimenti verso i proprietari, ma il tutto si è tradotto in un nulla di fatto”. L'esasperazione si fa decisamente sentire nel quartiere e in particolare tra gli abitanti del quadrante Marranella che “chiedono con urgenza risposte ed interventi per il ripristino delle condizioni minime di vivibilità e di decenza”. Augurandosi che la richiesta non finisca nel dimenticatoio e che ci si renda conto dell'importanza di un controllo costante del territorio non solo con poliziotti e manette ma anche, e soprattutto, con un'attenzione rivolta al contrasto di un degrado che, se arginato, forse, può evitare in parte il dispiego oltre misura di forze dell'ordine.

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