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Il Coronavirus non ferma la solidarietà: dalla Marranella aiuti alimentari a tutta la città

L'attività dei volontari della Casa famiglia Lodovico Pavoni prosegue. Padre Claudio Santoro: "Si prosegue rispettando le misure di sicurezza"

Foto Facebook Daniele Leppe

La quarantena dovuta all’emergenza Coronavirus rende il presente drammatico per tutti e ancora di più per tutte quelle famiglie in difficoltà economica che per vivere necessitano di aiuti alimentari. Padre Claudio Santoro, fondatore della Casa famiglia Lodovico Pavoni, contattato al telefono, riconosce la difficoltà ma confessa di non aver perso il suo abituale ottimismo: “Senza solidarietà ci troveremmo in una situazione ancor più terribile. Questo è un momento d’oro per esprimere tutta la nostra umanità”.

Così questa mattina nel cuore del V municipio i volontari della Casa Famiglia Lodovico Pavoni, aiutati anche da attivisti di altre associazioni come Nonna Roma, sotto la pioggia hanno scaricato presso i locali della parrocchia di San Barnaba un tir pieno di kiwi e nel pomeriggio accadrà lo stesso con dodici tonnellate di fragole. La settimana prossima sarà invece la volta di un carico di carciofi. Una normale attività per la Casa Famiglia che opera tra i quartieri della Marranella, Tor Pignattara e il Pigneto ma che rappresenta anche un punto di riferimento per la distribuzione di aiuti alimentari per una rete di 108 associazioni in tutta la Regione Lazio.

Da circa due anni, infatti, l’associazione di volontariato fondata da padre Claudio Santoro si è accreditata presso l’Agenzia per le erogazioni in agricoltura e raccoglie le cosiddette eccedenze alimentari che, per motivi di mercato dei prezzi delle merci agricole, sono destinate ad essere gettate. Le merci raccolte vengono poi redistribuite sia alle famiglie del quartiere sia al centinaio di realtà tra associazioni di volontariato, onlus, organizzazioni religiose, mense e centri diurni, operatori di strada che si occupano di fornire ai più poveri beni di prima necessità.

“Siamo ancora in prima linea”, racconta padre Claudio Santoro “naturalmente rispettando tutte le norme igienico-sanitarie e i comportamenti prescritti dalle leggi”, specifica. Anche in questi giorni una ventina di volontari della Casa famiglia si stanno occupando del centinaio di famiglie che di solito si reca presso il centro di via Leonardo Bufalini per la distribuzione di beni alimentari. “Nessuno deve restare solo. Siamo consapevoli che questa emergenza porterà molta più povertà e ci stiamo già attrezzando per dare risposte e speranze a tutti”.

La necessità è quella di non fermare la macchina della solidarietà in un momento in cui le restrizioni volte ad arginare il contagio del Coronavirus rendono tutto più difficile. Tre giorni fa la Regione Lazio ha approvato un’ordinanza che garantisce la mobilità agli operatori del terzo settore per le attività necessarie a garantire servizi per le fasce più deboli. “Ogni volta che arriva un carico contattiamo le associazioni per la distribuzione, a volte un gruppo a volte un altro a seconda delle quantità. Le associazioni a loro volta distribuiscono il cibo. È un bellissimo movimento di umanità che non si ferma. Questa sera (26 marzo, ndr) verrà da noi anche l’elemosiniere del Papa, il cardinale Konrad Krajewski. Anche lui sta continuando la distribuzione ai senza tetto della stazione Termini. Per evitare assembramenti il cibo viene ripartito in singole buste”.

Insieme ai volontari della Casa Lodovico Pavoni, questa mattina, c’erano anche quelli dell’associazione Nonna Roma, che da ormai due anni si occupa di distribuire pacchi alimentari e di beni di prima necessità per le famiglie del V municipio e ora anche in altre zone della città. Anche loro, in questi giorni di emergenza sanitaria, non hanno smesso la loro attività di volontariato. “Abbiamo sempre preso il cibo dal Banco alimentare o facendo collette presso i supermercati, che in questo momento non è possibile effettuare. Più recentemente abbiamo iniziato a rifornirci anche presso la Casa Famiglia Lodovico Pavoni”, racconta Alberto Campailla, presidente di Nonna Roma.

“In questi giorni stiamo continuando a seguire le circa 160 famiglie che seguivamo anche prima nel V municipio ma negli ultimi giorni siamo contattati da sempre più persone. Ci chiamano anche le assistenti sociali e la sala operativa sociale del Comune di Roma per varie segnalazioni. Sempre più famiglie non hanno i soldi per fare la spesa. Sono quelle che in questi anni sono riuscite a mantenersi a malapena, magari saltando qualche affitto ogni tanto. È chiaro che l’emergenza sanitaria diventerà anche sociale”.

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Intanto tra spesa a domicilio per i più anziani o persone immunodepresse e la consegna dei pacchi alimentari per i più bisognosi dal V municipio la rete di Nonna Roma si è espansa in altre parti della città. Per il V municipio “in rete con la Libera Assemblea di Centocelle chiamando il numero 3281674200 dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 18 e con il circolo Arci Sparwasser nell’ambito di “Casa Pigneto” chiamando il numero 391 727 4709”. Nel III Municipio “in rete con ‘Terzo a domicilio’, insieme ad Csa Astra, Grande come una città e Brancaleone chiamando l numero 3455643915; nel IV Municipio “insieme al Circolo Arci Pietralata nell’ambito di “Casa Pietralata” chiamando il numero 3290950843”; a Ciampino “insieme a OfficineCiviche nell’ambito di “Casa Ciampino” chiamando i numeri 3339893512, 3917626077, 3246853491”. 

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