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Torpignattara: nel verde abbandonato un supermercato Lidl. Il quartiere è pronto alla rivolta

Il Municipio del progetto dice di non sapere niente, l'area è privata e le ruspe stanno cominciando ad abbattere i primi alberi. Per l'Osservatorio Casilino "è un abuso perché sull'area insiste un vincolo paesaggistico"

Sono giorni che le ruspe lavorano incessanti. Gli alberi vengono abbattuti uno dopo l'altro e i tronchi caricati e portati via su appositi furgoni. E' l'inizio del progetto per l'area privata compresa fra Via Acqua Bullicante, Via San Vito Romano, Via di Villa Santo Stefano. Un parallelepipedo di verde spontaneo nel cuore di Torpignattara che lascerà il posto a un centro commerciale Lidl, con annessa spianata di cemento per il parcheggio auto. I residenti guardano dalla finestra e scattano foto delle alberature sradicate. Increduli. Non ne sapevano niente. Il progetto è piovuto dal cielo sulla testa loro e su quella del V Municipio. 

"Non siamo stati assolutamente interpellati" spiega l'assessore all'Ambiente del parlamentino, Giulia Pietroletti, che ha raccolto l'appello di comitati e residenti del quartiere inviando subito vigili sul posto per verificare l'impianto autorizzativo. A quanto risulta dalle prime verifiche, è tutto in regola. L'area è privata e dal Comune non è arrivato alcuno stop. Ma l'Osservatorio Casilino, da sempre primo difensore dei vincoli sull'area del Comprensorio Casilino ex SDO, parla già di abuso edilizio. 

"In base alle nostre verifiche l'area in cui è in corso il lavoro di costruzione del parcheggio e del supermercato LIDL è vincolata paesaggisticamente e archeologicamente dal Vincolo Ad Duas Lauros (DM 21/10/1996 - Pubblicato 10/02/1996)" scrivono i membri del gruppo storico che insieme al Comitato di Quartiere Torpignattara ha chiesto una sospensione dei lavori, quanto meno per verificare ulteriormente le rilevazioni già effettuate. 

L'area in questione, spiegano dall'Osservatorio, "è ancora senza programmazione urbanistica definitiva e dopo lo stralcio del Piano Particolareggiato Casilino deve essere "ri-programmata" da zero". Ed è proprio questo vuoto che avrebbe consentito al privato di procedere senza problemi. Così hanno comunicato agli interessati i tecnici del Dipartimento alla Trasformazione e Programmazione Urbanistica. 

La Regione poi ha autorizzato l'abbattimento degli alberi a fronte di un impegno a piantarne altri. In effetti un terzo del terreno dovrebbe diventare parco pubblico, certo una striscia di proporzioni minime rispetto al perimetro dell'area. La Sovrintendenza ai Beni Archeologici comunque ha dato il nulla osta. E il quartiere si prepara a fare muro.

"Dobbiamo assolutamente fermarli" dice Eleonora, residente da generazioni a pochi metri da un parco che ha sempre sperato venisse riqualificiato più che raso al suolo. "Scriviamo immediatamente al sindaco" suggerisce sui social Andrea, un altro cittadino del quadrante.  Nessuno sembra accogliere con favore il centro commerciale. "Siamo già abbastanza pieni di negozi e palazzi dappertutto, certo che preferivamo un parco, che domande".

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