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Anche Striscia racconta via Dulceri: tra crolli e cantieri che fanno paura

La telecamere di Striscia La Notizia a Torpignattara. Protagonisti un gruppo di residenti del quartiere che testimoniano del crollo della palazzina in via Augusto Dulceri

Via Dulceri finisce anche su Striscia. Il crollo della palazzina nel quartiere di Torpignattara e il grido esasperato dei cittadini sono stati intercettati dalle telecamere del noto tg satirico. Nella puntata di giovedì sera un breve servizio condotto da Jimmy Ghione ha riassunto in pochi minuti la paura dei residenti della zona.

IL CROLLO - Al 145 di via Augusto Dulceri a fine dicembre si è letteralmente sbriciolata un'abitazione a ridosso di un cantiere: un enorme cratere, destinato alla costruzione di box auto, che ha trascinato giù le mura dell'edificio confinante. Un tragedia solo sfiorata, perché nessuno è rimasto ferito, ma sei famiglie evacuate all'istante e trasferite in un albergo al Pigneto, in attesa di risposte. Nel frattempo l'area è stata sequestrata e un'indagine accerterà le responsabilità di quanto avvenuto.

IL SERVIZIO - "A causa dei lavori per questo parcheggio, un Pup di Roma Capitale, non solo non sono stati portati a compimento i servizi per il quartiere ma crollano anche le case. E' una vergogna". Così Alessandra, portavoce del gruppo di cittadini intervistati a pochi metri dall'edificio collassato. Non ne possono più di vivere nel terrore che il soffitto di casa possa crollargli in testa. Vorrebbero più sicurezza in tutto il quadrante di via Dulceri, via Tempesta, via Giovannoli, un campo minato fatto di cantieri che mettono a dura prova un sottosuolo già instabile. Ma non finisce qui. Sempre in zona c'è chi i cantieri ce li ha direttamente in casa. Chi in salotto, chi in camera da letto, chi in cucina.

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Nella casa della signora Marisa, 80 anni, il servizio di Striscia testimonia la presenza di pali nel soggiorno. Sì, proprio così, dei pali di sostegno che dal soffitto al pavimento invadono da almeno un anno l'abitazione della donna. Dal servizio non è chiaro nè chi abbia posizionato le strutture nè i motivi tecnici. Stando a quanto raccontato dalla signora, e da altri inquilini nella stessa -assurda- situazione, si tratterebbe comunque di impalcature legate a cantieri aperti in zona. "Non riesco neanche ad aprire l'armadio per prendere i vestiti, dicono che prima o poi vengono a toglierli ma non è mai venuto nessuno". Stesso copione in altri appartamenti dello stesso stabile dove possiamo ammirare, si fa per dire, le stesse strutture di sostegno in cucina. Magari abbellite con qualche rampicante aspettando che qualcuno prima o poi si faccia vivo e le tolga. "Sono passati due anni e viviamo nella costante paura che possa succedere qualcosa" racconta la proprietaria "abbiamo un bambino e mia madre è anziana e malata".

NON E' UN PUP - Detto questo precisiamo che il cantiere di via Dulceri teatro del crollo del 27 dicembre non è un Pup del Comune di Roma, come emerso dalle dichiarazioni degli intervistati nel servizio di Ghione. Si tratta piuttosto di un'area privata e, a farlo notare, è lo stesso consigliere Alessandro Vannini, delegato del Sindaco al Piano Urbano Parcheggi.

“Non si può utilizzare il termine Pup in riferimento alla struttura di Torpignattara - si legge nella nota stampa diffusa da Vannini - costruita invece da privati su area privata ai sensi della Legge Tognoli, n.122 del 1998, art.9 comma 1. Il parcheggio, responsabile secondo quanto denunciato nel servizio di pericolosi ed evidenti cedimenti nelle abitazioni circostanti, non fa assolutamente parte del piano urbano parcheggi. Tale associazione non fa altro che ledere l’attento e diligente lavoro svolto dagli uffici amministrativi competenti in materia, incaricati di osservare un iter approvativo riguardante la realizzazione delle opere, disciplinato da un articolato piano normativo  e garante degli interessi dei cittadini”.

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