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Crollo in Via Dulceri: si fa il punto in commissione congiunta

Fissato per lunedì 21 gennaio un incontro tra Comune e Municipio per trarre le somme sul crollo della palazzina a Torpignattara

Il 2 febbraio scadono i trenta giorni fissati per la messa in sicurezza. E la copertura economica per le famiglie evacuate non è eterna. In via Augusto Dulceri si attende una soluzione e la paura che tra discussioni, iter burocratici e commissioni si perda di vista l'emergenza c'è. Lunedì mattina si terrà una commissione congiunta tra Comune e Municipio per fare il punto. Intanto riassiumiamo gli elementi emersi fino ad oggi.

IL CROLLO - Il 27 dicembre in via Augusto Dulceri a Torpignattara è crollata una palazzina a seguito del cedimento di un cantiere. Pezzi di mura sono stati inghiottiti nel cratere che si è aperto ai piedi dello stabile. Tragedia solo sfiorata perché il palazzo era disabitato e in vendita, ma due palazzine contigue al cantiere sono state evacuate e le famiglie trasferite in un albergo al Pigneto. Da tre settimane si cerca di capire cosa sia accaduto, mentre l'area è sotto sequestro per le indagini del Pm. Nel mirino delle responsabilità il cantiere dove dovevano sorgere dei box auto. E, subito a ruota, eventuali falle sul fronte politico-amministrativo.

IL CANTIERE - La ditta proprietaria dell'area è la stessa che gestisce altri cantieri presenti in zona e quello del 27 dicembre non sarebbe il primo ostacolo incontrato. L'11 ottobre, come ci ha spiegato il presidente del Municipio Giammarco Palmieri, il direttore dei lavori già aveva dichiarato la sospensione del cantiere dopo un primo cedimento del manto stradale in via Orlandini, la strada sul lato nord (il crollo del 27 è avvenuto sul lato ovest). Entro fine novembre doveva avvenire la messa in sicurezza.

Due le diffide dell'Ufficio Tecnico del Municipio all'impresa per accelerare l'avvio degli interventi. E nell'attesa il 23 dicembre un altro smottamento interessa lo stesso lato del cantiere. I vigili del fuoco ne bloccano di fatto l'intera attività. E da lì si arriva al crollo del 27. Stando a quanto comunicato dal direttore dei lavori la messa in sicurezza era stata effettuata già prima del 23. Detto questo, adesso c'è un'altra scadenza, quella del 2 febbraio, come stabilito dalla Commissione Stabili Pericolanti. A quanto comunicato dal presidente Palmieri il direttore dei lavori avrebbe contattato una ditta specializzata per effettuare l'intervento. Un episodio annunciato? Per molti le negligenze ci sono, per quanto ancora da individuare. Chi ha rilasciato le autorizzazioni?

LE PROCEDURE - "Esistono due tipi di permessi - ci spiega il presidente- entrambi indispensabili. Quello inerente il progetto urbanistico che spetta al IX Dipartimento del Comune e quello relativo alla parte statica rilasciato dal Genio Civile (Regione, ndr)". Via Dulceri infatti appartiene alla zona sismica 2b e prima che qualunque ruspa possa cominciare a scavare è necessaria la certificazione che attesti la regolarità del progetto statico secondo quanto previsto dal Dpr edilizia 380. A certificare che sia tutto a norma è il direttore dei lavori, nominato dall'impresa stessa. Il problema è che i controlli del Genio Civile vengono effettuati a campione, come spiegato dal minisindaco. "Viene estratto il 15% dei progetti nelle zona sismiche di questo tipo e il 5% in quelle non a rischio". Il cantiere di via Dulceri era in linea con la normativa? E' ancora da capire. Intanto il tempo stringe e le famiglie costrette in albergo aspettano risposte. Ulteriori dettagli emergeranno in commissione.

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