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Degrado a Villa Certosa, il comitato: “A quando l'esproprio del pratino?”

Sono esasperati per il continuo "ping pong" dell'amministrazione nella gestione del pratino di via Filarete, da anni lasciato al più completo degrado. Cosa chiede il Comitato di quartiere? Esproprio e riqualificazione

Si parla tanto di degrado, di abbandono dei quartieri della periferia e di loro declassamento a zone di serie b. Se ne parla sì, ma forse non abbastanza. Serve il fatto di cronaca, quello che sconvolge, per portare in superficie condizioni che, trasportate nella vita quotidiana dei residenti, non suscitano altrettanto scalpore. Fortuna che c'è chi si batte per migliorare il suo quartiere, un esempio ne è il Comitato di quartiere Villa Certosa a Torpignattara. Cosa chiede? La riqualificazione del pratino di via Filarete, da tempo oggetto di segnalazioni e denunce per un degrado che ha trasformato l'area verde in zona a rischio dove spaccio e bivacco la fanno da padrone. Mozioni, incontri, lettere, comunicati, racconti. Le testimonianze delle richieste non mancano. L'ultima ripercorre le tappe di una battaglia, purtroppo, ancora in corso.

NOVEMBRE - Il 3 novembre 2011, il VI Municipio ha presentato la mozione n. 68222/11: richiesta di acquisizione al patrimonio del pratino sovrastante il costone di via Filarete, e allestimento di un giardino di quartiere. Il Cdq Villa Certosa fa presente che, oltre a  non essere stato minimamente interpellato, la mozione “è stata depositata subito nel cassetto”. Il 23 il CdQ ha inoltrato a media e amministratori un comunicato in cui denuncia la disastrosa situazione in cui versa il pratino. Ancora il 29, si legge sul comunicato del Cdq, “una delegazione comunale visita Villa Certosa in pompa magna” e i membri del comitato illustrano il quadro a dir poco nero:

“Pratino degradato, le scalette prive di illuminazione, di scivoli per i disabili, pericolose. Via dei Savorgnan: stretta eppure a doppio senso di circolazione, piena di enormi cassonetti dell’Ama mai riposizionati correttamente dagli operatori che aggravano ulteriormente la visibilità. I tombini otturati, nonostante le annose promesse di spurgo da parte degli Amministratori, il sottosuolo vuoto, percorso da cavità. La stazione Casilina: il rumore assordante e le polveri di ferro”. Detto questo, per l'occasione, il comitato ha ricordato agli Amministratori alcune vertenze: “richiesta di esproprio del pratino. I cittadini e le cittadine del quartiere non hanno aree verdi, eppure, di diritto, ogni cittadina e ogni cittadino dovrebbero goderne. In tutta Roma sono circa 12 i metri quadri di verde pubblico di cui dispone ogni cittadino, alla Certosa 0. Zona 30: per il sottosuolo vuoto, per limitare la velocità delle macchine, perché il quartiere è pieno di bambine e di bambini che quotidianamente rischiano la vita a causa di una viabilità da far west”.

DICEMBRE - Il 2 dicembre, la mozione viene portata finalmente alla votazione, che però decade a causa del mancato raggiungimento dei numeri legali: il PdL richiede il conteggio, la maggioranza non ha i numeri, il centrodestra abbandona l’aula senza votare e la mozione viene rimandata al lunedì successivo. Il 5 dello stesso mese la mozione viene presentata di nuovo. Questa volta i numeri sono a posto ma la mozione non passa per un “difetto di forma”: Verdecchia (PdL) sostiene che “creare un giardinetto non può essere considerata pubblica utilità” e quindi non si può richiedere la procedura di esproprio per pubblica utilità. Propone di elaborare un Ordine del Giorno condiviso. Gli esponenti del centrosinistra abboccano e si apprestano a presentare gli ordini del giorno. Nel primo, Mauro Corsi (PdL) sostiene che l’impianto fognario, recentemente costruito nel quartiere, è troppo grosso per un quartiere dal numero così esiguo di abitanti. Corsi aggiunge che se il quartiere vuole il pratino è necessario costruirci qualche palazzina intorno. La maggioranza vota contro “l’edificazione sostenibile”.

Il secondo OdG, presentato da Verdecchia, passa con la maggioranza dei voti. L’OdG è quello relativo alla chiusura e blindatura del pratino con recinzione e illuminazione delle scalette. Successivamente si procede finalmente alla votazione della mozione n. 68222/11 (la richiesta di acquisizione del pratino per l’allestimento di un giardino di quartiere) che per un solo voto non passa. Uno solo, non uno di più. I favorevoli sono stati 8, nessuno contrario, ma gli astenuti sono stati 9, e il regolamento del Municipio prevede che la mozione, anche se approvata a maggioranza, non può passare se il numero degli astenuti è maggiori di quello dei favorevoli.

RICHIESTE - Ma il comitato non si da per vinto e continua a chiedere  "la convocazione di un consiglio straordinario dove vengano ridiscusse le nostre vertenze e l'attuazione di quanto richiesto: l’esproprio di quell'area verde per realizzarci un parco giochi attrezzato per bambini e bambine, un’area attrezzata per i cani e la messa a norma delle scalette (con relativo scivolo per disabili e carrozzine)”.

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