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Tor Pignattara, riapre il Mausoleo di Sant'Elena: "Torna al territorio una testimonianza importante"

Il Mausoleo sarà aperto al pubblico a partire da domenica 13 ottobre. Prenotazione obbligatoria

Riapre al pubblico il monumento simbolo di Tor Pignattara: il Mausoleo di Sant’Elena che sorge all’interno del complesso archeologico lungo la via Casilina. Il restauro, avviato nell’ottobre del 1993, ha permesso anche la riapertura di un antiquarium, realizzato nella chiesetta di età moderna nel quale sono esposti i reperti che illustrano le vicende storiche dell’area. I lavori sono stati presentati questa mattina alla presenza della Soprintendente speciale di Roma, Daniela Porro, e del Sovrintendente per le catacombe della Pontificia commissione di archeologia sacra, Fabrizio Bisconti.

“Restituiamo alla comunità un’importante testimonianza storica del territorio”, ha spiegato Porro “e allo stesso tempo crea anche un luogo di aggregazione sociale e culturale insieme. Tutto questo” ha spiegato ancora “avviene a cinque anni dall’apertura delle catacombe dei Santi Marcellino e Pietro”. Ha aggiunto Bisconti: “Ricordo il momento in cui Adriano La Regina (soprintendente di Roma per quasi trent’anni, ndr) e il cardinale Francesco Marchisano dissero che volevano recuperare questo complesso. Cominciò una storia infinita durata più di vent’anni. Oggi però il sogno si è realizzato”. Insieme alle catacombe “si viene a creare un polo archeologico eccezionale per la città di Roma”. 

La nuova vita del mausoleo che custodiva le spoglie di Elena, madre dell’imperatore Costantino, arriva a 1690 dalla morte della donna. Fu edificato all’interno della proprietà imperiale nota come fundus Lautentus collegata al palazzo imperiale del Sessorium di Porta Maggiore. Fin dalla tarda epoca repubblicana la località era interessata da necropoli che si estendevano lungo la via Labicana, l’attuale Casilina. Tra il II e il III secondo d. C. fu occupata dal cimitero degli equites singulares, cavalieri della guardia imperiale, mentre al tempo delle ultime persecuzioni i cristiani scelsero quest’area per le tombe di alcuni martiri. Proprio in questa zona, tra il 315 e il 326 d. C., Costantino fece realizzare la Basilica in onore dei Santi Marcellino e Pietro, morti durante la persecuzione diocleziana, e il Mausoleo dinastico in cui sarà sepolta la madre, intorno al 329 d. C., dando inizio alla cristianizzazione monumentale del suburbio. 

È proprio il Mausoleo a dare il nome a Tor Pignattara: in origine, alla base dell’imponente cupola, per alleggerire il peso della struttura, furono inserite delle anfore vuote dette pignatte, restaurate e ancora visibili. Da questa caratteristica la zona prenderebbe la denominazione di Torre Pignattara nel 1547. 

La distruzione dell’edificio avviene in un periodo tra l’XI secolo, epoca della traslazione del corpo di Sant’Elena, e il XII secolo, quando il suo sarcofago di porfido venne trasportato in Laterano. All’interno del mausoleo, nel XVIII secolo, furono costruite la chiesetta dedicata ai Santi Marcellino e Pietro e l’annessa canonica. Dopo un periodo di forte abbandono del sepolcro, nel 1836 è Giuseppe Valadier il primo a interessarsi della struttura costruendo un primo contrafforte. I lavori successivi sono stati effettuati solo con il recente restauro. 

Il Mausoleo sarà aperto al pubblico a partire da domenica 13 ottobre. Le visite sono abbinate a quelle delle Catacombe dei SS. Marcellino e Pietro con turni di visita giornalieri alle ore 10, 11, 15, 16. Chiuso il giovedì. Prenotazione obbligatoria all’indirizzo santimarcellinoepietro@gmail.com o ai numeri 3396528887 e 062419446. 

All'interno del Mausoleo di Sant'Elena

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All'interno delle catacombe dei Santi Marcellino e Pietro

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