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Torpignattara rivuole il mercato contadino: contro il no dei dirigenti l'appello al Prefetto

Il Comitato nella lettera indirizzata Gabrielli: "Il comportamento degli uffici è lesivo del rapporto fiduciario che dovrebbe legare i cittadini alle amministrazioni, ci appelliamo alla sua autorità"

I dirigenti fanno muro senza fornire ragioni plausibili? I cittadini si appellano al Prefetto. Prosegue in V municipio il braccio di ferro per il mercato contadino del parco Sangalli. Il nuovo personale amministrativo, arrivato con le rotazioni, non concede l'occupazione di suolo pubblico con formula che prevede lo scomputo delle tasse a fronte di pulizia e manutenzione dell'area utilizzata. 

Una pratica che oltre a essere prevista dalla normativa (art.24 del DL 133 e legge 10/2013 del Ministero dell’Ambiente), è già stata ampiamente sfruttata nel territorio municipale, e concessa agli stessi organizzatori del mercato bio tra marzo e giugno. Da qualche settimana a questa parte qualcosa è cambiato. "No" è l'unica risposta che arriva da via Perlasca, ma i residenti di Torpignattara, forti di un'esperienza che ha restituito un parco abbandonato al quartiere, non vogliono mollare.

"La preghiamo di avere la pazienza di consentirci una breve presentazione dell’esperienza del Mercato Contadino" scrive il Cdq, tra gli organizzatori dell'evento, al prefetto Franco Gabrielli, facendo poi presenti le stranezze riscontrate nel comportamento dei nuovi dirigenti, il dott. Tarsia (direttore del Municipio) e l'ingegner Cafaggi (direttore dell'UOT). "Come comitato e come cittadini lamentiamo la totale indisponibilità a fornire informazioni e documentazione in merito alla loro decisione e, soprattutto, a negarci sistematicamente incontri e riunioni. Incontri da noi sollecitati in ogni forma – compresa l’ultima con richiesta protocollata – comprese ore e ore di anticamera, decine di telefonate, richieste agli assessori competenti e quant’altro. I dirigenti suddetti si fanno negare, adducono le scuse più disparate, si fanno proclamare assenti quando testimoni oculari ci confermano la loro presenza. Insomma una situazione ai limiti dell’indecenza".
 
Un rifiuto che non ha ragione. Dopo mesi di carteggi e contatti arriva lo stop, coincidente con il rinnovo dei vertici dirigenziali. Niente scomputo della tassa e niente pulizia come moneta di scambio. La motivazione ufficiale, quella fornita a voce, sarebbe: l'area è di competenza del dipartimento Periferie, e quindi è il dipartimento Periferie che dovrebbe rilasciare l'eventuale permesso. Ma qualcosa non torna anche alla parte politica. Lo ammette lo stesso assessore all'Ambiente, Giulia Pietroletti. "Come municipio spetta a noi il rilascio del permesso, ed è sempre spettato a noi anche in caso di competenza altra sul territorio in oggetto". 

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"Riteniamo tale comportamento lesivo del rapporto fiduciario che dovrebbe legare i cittadini alle amministrazioni, dei diritti dei cittadini a vedersi comunicate le ragioni e le motivizioni delle decisioni e, infine, sintomo evidente di una completa negazione di ogni minimo dovere di trasparenza. Ci rimettiamo alla sua autorità per richiamare il Dott. Tarsia e il Dott. Cafaggi alle più elementari regole del rapporto con i cittadini accordandoci in tempi rapidi un incontro che ci consenta di poter discutere in modo ampio e approfondito della questione al fine di trovare una soluzione".

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