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Dopo Ostia e Portonaccio il 'mercato sociale' arriverà a Torpignattara: sarà al 'Laparelli'

L'iniziativa ideata da Roma Capitale prevede l'erogazione di cibo con un tessera a punti che si ricarica in base alle ore di lavori socialmente utili

La sua inaugurazione alla fine di aprile è stata accompagnata dalle polemiche. Eppure il 'mercato sociale' ideato dal Campidoglio di Virginia Raggi è pronto a partire in vari quartieri della città: già avviato a Ostia nei giorni scorsi e annunciato ieri per Portonaccio sbarcherà anche nel V municipio. La delibera della Giunta di Giovanni Boccuzzi non è ancora stata approvata ma la decisione è già stata presa: sarà il mercato Laparelli di Tor Pignattara a ospitare il box. "Tra i vari mercati del nostro municipio, secondo noi, è il più idoeno per svolgere questa attività che si sta svolgendo anche in altri mercati di Roma", ha spiegato il minisindaco.

Come comunicato dal Campidoglio nei giorni scorsi il progetto prevede la possibilità per le famiglie seguite dai servizi sociali di fare la spesa con una card a punti "che verrà ricaricata attraverso il tempo che le persone dedicheranno a lavori socialmente utili per la città".

A individuare le famiglie saranno i servizi sociali. "Le famiglie potranno ricaricare le loro tessere tramite ore lavoro: o direttamente nel Mercato sociale o in attività sul territorio sempre legate al tema sociale. Si pensa a lavori socialmente utili o anche al volontariato per la cura del verde. I progetti, in cui saranno coinvolte le persone in difficoltà, saranno a termine, con una durata di 3, 6 o 12 mesi".

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Ore di lavoro non retribuito in cambio di un bene di prima necessità come il cibo: la misura è stata fortemente attaccata sia dall'opposizione dem, che l'ha descritta come un'attività che "colpevolizza" la povertà e che "alimenta il pensiero per cui i poveri siano tali perché non lavorano o non vogliono lavorare", sia dalle realtà sindacali e sociali cittadine. "Riteniamo sbagliato questo strumento. In una fase in cui molte persone hanno perso il lavoro, quando lo avevano, gli enti locali devono intervenire per sostenere le famiglie in difficoltà non proporre di barattare del lavoro gratuito con un pasto per i loro cari". Non è mancata la replica del Campidoglio: "Sarà su base volontaria". 
 

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