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Palazzone via della Marranella, per il Comune c'è l'abuso ma il Tar dà ragione proprietario

I cittadini annunciano ricorso: "Le motivazioni del tribunale non sono chiare"

Novità sul caso del palazzone di via della Marranella 112. Il Tar del Lazio ha accolto il ricorso avanzato dalla società proprietaria dell’immobile contro i provvedimenti emessi il 27 agosto scorso da Roma Capitale secondo i quali “i lavori in corso di esecuzione” erano da considerarsi “privi di titolo”. Una decisione che, come ha raccontato Romatoday, aveva fatto scattare i sigilli al cantiere con tanto di richiesta da parte degli uffici capitolini di ripristinare il “legittimo dello stato dei luoghi”. 

I lavori avevano sollevato anche le preoccupazioni dei residenti, i primi a notare la consistente trasformazione dello stabile. Tra i condomini di taglio popolare anni ’60 e ’70 composti da tre, al massimo, quattro piani il nuovo palazzone di via della Marranella 112 svetta con i suoi otto piani d’altezza, le linee geometriche futuriste e i colori accesi. Effetto di un intervento di demolizione e ricostruzione con premio di cubatura che ha permesso di ampliare il fabbricato esistente effettuato in base al piano casa del 2009 della Regione Lazio. 

Ora il Tar del Lazio, con sentenza emessa il 17 gennaio 2019, ha accolto “integralmente” il ricorso della proprietà contro i provvedimenti emessi da Roma Capitale. “Difetto di motivazione ed eccesso di potere per travisamento dei fatti e contraddittorietà dell’azione amministrativa” la motivazione riportata. 

Promettono battaglia i cittadini che per voce dell’avvocato Alberto Carluccio, e insieme al consigliere della lista Marchini, Fabio Piattoni, e  all’associazione Roma 2026, sono pronti a presentare ricorso contro il provvedimento del Tar. “Pur rispettando la decisione, riteniamo che le motivazioni non siano pienamente chiarificatrici rispetto a quanto contestato dall’amministrazione, pur dopo un lasso di tempo non breve” spiega Carluccio. “In particolare in ordine al problema delle altezze e della contestata assenza di titolo. In mancanza di appello al Consiglio di Stato, nei ristretti termini previsti, da parte di Comune e V Municipio, anche le posizioni giuridiche individuali e collettive saranno difficilmente tutelabili. Per queste ragioni, come Roma2026, abbiamo chiesto alle amministrazioni di dare mandato all'Avvocatura comunale per la sollecita impugnazione della sentenza”.

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