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Pigneto Today

Memorie di Torpigna: Peppe Er Fusajaro e i lupini a 10 lire 

Il venditore di "fusaie" in bicicletta era parte del quartiere. Chi è nato nella prima parte del secolo scorso non può non ricordarlo. Sul web gira una foto in bianco e nero, e qualcuno gli ha dedicato pure una poesia

Foto di Roberto Ciavoni

In bici, piano piano, percorreva la Casilina tra via di Torpignattara e la Certosa. "E' bona, è bona, la fusaja mia" gridava attirando orde di ragazzine che mollavano subito il pallone, pronti a tirar fuori le monete da dieci lire per uno dei suoi succulenti cartocci.

I nati a Torpigna nella prima metà del secolo scorso, non possono averlo dimenticato. Peppe Er Fusajaro era, ed è, un'istituzione. Il venditore di lupini in bicicletta faceva parte del quartiere. Sul web gira una foto in bianco e nero che lo ritrae sulla sua bicicletta, borsalino in testa, e sacco di "fusaie" (i lupini in romanesco).

C'è addirittura chi gli ha dedicato una poesia. Un ottimo quadretto che ci accompagna indietro nel tempo, di oltre mezzo secolo. 

All’angolo dè via Tor Pignattara
all’incrocio co’ la Casilina
c’era sempre quann’ero regazzina
un tipo strano colla bicicletta
cor sacco sur manubbrio e in testa a’ scoppoletta
Lui colla voce roca strillava a tutto spiano
E’ bbona! E’ bbona! La fusaja mia!
E colla bici annava piano piano
Dentro a’ quer sacco ammezzo arotolato
Ci’aveva quello pè cui aveva tanto strillato
Quanno t’avvicinavi co’ la moneta n’ mano
er cartoccetto lesto avea confezionato
“C'ovoj er sale?” t’apostrofava co’ la voce bassa.
Te ce versava sopra dar corno d’animale
Quella spruzzata bianca che sembrava glassa
Peppe er fusajaro venneva le fusaje pe' mestiere
La bicicletta era er negozio suo
Pe’ guadagnà dù sordi girava per quartiere
Sentinne a’ voce roca pè noi era n’ piacere.


La poesia è di Marina Rossi. Questo il suo sito

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