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Villa Certosa tra case pericolanti e strade come latrine

Gli abitanti la vorrebbero diversa. Per questo hanno firmato un piano di riqualificazione per Villa Certosa redatto dal comitato di quartiere e presentato in municipio nel luglio 2010. Ad oggi? Nessuna risposta

Una riqualificazione del quartiere pensata dai cittadini per i cittadini e presentata a chi, almeno in teoria, dovrebbe poterla attuare. Tralasciando polemiche a vuoto c’è chi le idee per migliorare il posto dove vive ce le ha e le propone. Il quartiere in questione è Villa Certosa e gli autori del piano di riqualificazione sono i membri del comitato di quartiere che, con una analisi puntuale delle emergenze a cui far fronte, hanno stilato per iscritto le possibili soluzioni. Cinquecento le firme raccolte (su circa 900 abitanti) e un documento presentato formalmente al municipio nel luglio 2010. Tre i nodi “caldi” evidenziati che necessitano di interventi tempestivi: viabilità, manutenzione e verde pubblico. Tutto finalizzato all'aumento della sicurezza cittadina e anche, perché no, della qualità di vita.
 
VIABILITA'  - Riorganizzare la viabilità delle strade è di vitale importanza per "evitare vere e proprie catastrofi". Già, perché il sottosuolo di Villa Certosa, come riportato nel documento, "è composto di gallerie e cavità" e risulta particolarmente sensibile al passaggio di veicoli, soprattutto pesanti. A testimoniarlo è "uno studio geologico, effettuato dalla ditta esecutrice del sistema fognario, che aveva segnato come velocità massima, anche per gli autoveicoli con massa inferiore a 3,5 T, i 30 km/h". Accanto alle carte, purtroppo, ci sono i fatti: "Nel solo tratto di via dei Savorgnan, negli ultimi due anni, ben due palazzine sono state dichiarate inagibili a seguito dell’abbassamento del sottosuolo". Una soluzione possibile? Trasformare via dei Savorgnan e via Galeazzo Alessi in ZTL (zona a traffico limitato), installare in entrambe le vie dossi artificiali e cartelli con limite di velocità. Il tutto affiancato da "un costante monitoraggio del sottosuolo".



Senza arrivare alle catastrofi, rivedere la viabilità non sarebbe male neanche per la sicurezza di bambini e anziani. "Nella zona le vie sono strette e le macchine sfrecciano a tutta velocità. Gli attraversamenti non sono adeguati - si legge nel piano del comitato - le auto parcheggiate, impediscono ai guidatori e ai pedoni una reciproca buona visibilità. I bambini, piccoli di statura, si vedono ancora di meno. Ulteriormente pericolosa è l’immissione dei veicoli dei residenti dalle traverse laterali di Via dei Savorgnan". Esempio: uscendo da Via Giulio Buratti la visibilità è molto scarsa: i cassonetti della spazzatura, situati proprio all’angolo, impediscono totalmente di vedere i veicoli che transitano da quel lato.

Ci sono luoghi poi dove la viabilità, più che rivista, sarebbe proprio da bandire. Esempio: "la piazzetta di Largo dei Savorgnan, il cuore del quartiere. Lì sono situati un bar e il tabaccaio. Gli abitanti di Villa Certosa la vivono quotidianamente, come luogo di ritrovo oltre che di pubblica utilità. La semi-pedonalizzazione della piazzetta la renderebbe più vivibile per tutti”.


RIQUALIFICAZIONE E MANUTENZIONE - "Un solo intervento e fatto male". Sono le parole di Alessandra, membro del comitato che ha redatto il piano, in riferimento alle scalette che uniscono via dei Savorgnan a via Filarete, fatte costruite dall'amministrazione in seguito alla richiesta dei cittadini, ma che presenterebbero qualche problemino non da poco. "Mai finite, mai messe a norma, le scalette sono sdrucciolevoli, strette e sprovviste di scivoli per il passaggio di disabili oltre che di passeggini - si legge nel documento - nonostante le promesse del Municipio di realizzare l’illuminazione pubblica le scalette, nelle ore serali, sono completamente al buio e ciò determina un rischio per la sicurezza dei residenti". Alla messa a norma della scale si aggiunge la necessità di intervento sul primo tratto di via Alessi, quello che costeggia la ferrovia e il convento delle suore, tramite "l'installazione di alberi, aiuole, panchine e il rifacimento dei marciapiedi presenti". Per non parlare delle condizioni di abbandono in cui versa gran parte della via, "usata come discarica a cielo aperto dove tir e veicoli di vario genere scaricano lì materiali di risulta, taniche di olio per motori, batterie, mobilio ed elettrodomestici rotti, procurando, oltre che danni ambientali, uno spettacolo degradante".

AREE VERDI – A rendere il quadro ancora più grigio è l'assenza di verde. No, non è un gioco di parole: “a Villa Certosa non ci sono giardini ne prati dove portare i bambini o dove gli anziani si possono ritrovare”. Un'area che andrebbe rivalutata? “Il costone verde di via Filarete, lasciato al degrado dai proprietari dell'area frequentata da tossicodipendenti e persone che la usano come una latrina a cielo aperto. La riqualificazione sarebbe possibile con l'acquisizione dello spazio da parte del municipio. Altra idea esposta nel piano è “la creazione di un sentiero pedonale sul terreno demaniale confinante con il terrapieno della ferrovia, che congiunga il quartiere di Villa Certosa con il parco di Villa Berta”. Ciò permetterebbe di raggiungere uno spazio verde in sicurezza senza dover transitare su via degli Angeli, strada priva di marciapiede.

Quella descritta è la Villa Certosa dei sogni, quella che i suoi abitanti vorrebbero. Il condizionale è d'obbligo perché, di fatto, gli interventi richiesti non ci sono stati. A raccontarcelo è Alessandra del comitato di quartiere che da anni ormai, ben prima della redazione del suddetto documento, vede respingersi dai piani alti ogni appello di aiuto. "Fino a sei anni fa non avevamo neanche le fogne, fatte quelle il vuoto totale. Le risposte sono alternativamente due: 'non abbiamo soldi' laddove servono per interventi grossi, 'abbiamo le mani legate' laddove basterebbero semplici ordinanze". Detto questo i cittadini non si danno per vinti e continuano a portare avanti le loro istanze. "Ci stiamo muovendo per singoli assessorati - ci spiega Alessandra - presentando le istanze del piano separatamente. Al momento siamo in trattativa con l'Ama per bloccare il passaggio degli autocompattatori che danneggiano il sottosuolo e per eliminare i cassonetti che intralciano la viabilità. Il tutto da sostituire con una raccolta differenziata capillare fatta porta porta". E nel frattempo i 900 abitanti di villa Certosa aspettano...e sperano.

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