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"Vendesi attività. Rivolgersi al Municipio", a Tor Pignattara la protesta viaggia sulle vetrine

Insicurezza e degrado, i commercianti lanciano l'sos: "Dopo le sei c'è il coprifuoco. Se non si cambia registro rischiamo di chiudere tutti"

"Vendesi, cedesi attività. Rivolgersi al Municipio V". La protesta dei commercianti di Tor Pignattara viaggia sui muri e sulle vetrine dei negozi.

Uno slogan provocatorio condiviso da tutti gli esercenti della zona per ricordare al Municipio (e ovviamente al Comune) che insicurezza e criminalità, oltre ai noti disagi legati alla vivibilità, stanno portando alla desertificazione commerciale del quartiere. 

Eppure "una volta via di Tor Pignattara era la strada dello struscio". Una strada ricca di botteghe storiche dove "venivano a comprare anche dalla Tuscolana e dall’Appia".

Oggi quel quartiere non esiste più e alcuni di quei negozi hanno abbassato le saracinesche o sono in difficoltà per gli incassi sempre più risicati.

E i commercianti sono concordi: non è la crisi ad averli messi in ginocchio bensì, spiegano in un comunicato, "il governo centrale e territoriale che invece di applicare le leggi e le regole del buon vivere civile ha permesso di tutto".
 
INSICUREZZA - Il punto più contestato è la mancanza di sicurezza che si ripercuote anche sul commercio. Perché a Tor Pignattara, ci spiega la proprietaria di un negozio di ottica, "dopo le sei di sera c'è il coprifuoco e anche i residenti preferiscono andare a passeggio altrove, magari nella vicina via dei Condottieri".

Un'altra negoziante è anche più drastica: "I negozi storici stanno chiudendo e tra non molto se non cambiano le cose rischiamo di fare tutti la stessa fine". 

CONTROLLI - Se le botteghe sono in difficoltà spuntano invece dappertutto sale bingo, negozi cinesi e  frutterie. Colpa, secondo gli esercenti, di un piano del commercio suicida e di controlli troppo laschi per quanto riguarda igiene e sicurezza. Così il commercio di qualità è stato soppiantato da uno smercio disordinato e senza regole. 

La nota diffusa dai cittadini elenca le infrazioni più frequenti: "Occupazione ambulante abusiva di suolo pubblico, esposizione di merce e frutta sui marciapiedi, esposta alla polvere e agli agenti inquinanti, abusivismo".

E ancora. "Negozi adibiti a magazzini con stoccaggio di materiali infiammabili, senza adeguati impianti antincendio o con impianti elettrici obsoleti". 

I commercianti potranno far sentire la loro voce in uno degli "incontri tematici" promessi dal gabinetto del Sindaco per i giorni a venire - una serie di riunioni sui vari problemi del quartiere a cui parteciperanno solo gli attori competenti. Intanto i manifesti rimarranno affissi sulle vetrine, per ricordare al Comune che non c'è tempo da perdere. 

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