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Anche Tor Pignattara nell'emergenza rifiuti, strade disseminate da piccole discariche

Viaggio tra via Dulceri e via Zenodossio. I cittadini: "E' così tutta tutta la zona"

Alcuni cassonetti sono stati svuotati e poi riappoggiati, quasi in bilico, su un manto di rifiuti. Altri sono rimasti stracolmi, circondati da cumuli di sacchetti. In alcune postazioni è così da giorni. Con il caldo la parte organica ha iniziato a marcire, la plastica rotta fa fuoriuscire di tutto, e la puzza diventa via via più penetrante. Sembra poter arrivare d’appertutto: vicino alle finestre dei primi piani dei palazzi, tra i giochi nei parchi che hanno la sforturna di trovarsi vicino a un cassonetto, nel passaggio sempre più impervio su marciapiedi già di per sé dissestati. Solo alcuni cassonetti sono stati ripuliti, qua e là, quasi a voler alleggerire la situazione complessiva senza poterla risolvere.

Via Zenodossio, via Dulceri, via Tempesta, via Casilina e da lì verso Tor Pignattara. Come nel resto della città, anche le strade del V municipio sono disseminate di piccole discariche. Sono gli effetti visibili dei problemi ormai cronici della raccolta dei rifiuti romana: dopo l’incendio di dicembre l’impianto del Salario è definitivamente chiuso, quello di Rocca Cencia ora è attivo ma dopo il rogo di marzo è sorvegliato dai militari, quelli di Malagrotta, di proprietà del Colari, sono in parte fuori uso per manutenzione straordinaria. Certo non mancano frigoriferi, materassi, cartoni da attività commerciale e calcinacci. Rifiuti che non vanno di certo smaltiti nei cassonetti. Ma la montagna di rifiuti casalinghi sovrasta tutto e ‘sporca’ anche la raccolta differenziata. 

“Questa mattina sulla pagina dell’Osservatorio Torpignattara avrei dovuto approvare un’ottantina di segnalazioni sul tema dei rifiuti, tutte uguali”, racconta Luciana Angelini, presidente del Comitato di Quartiere di Tor Pignattara. “Ormai sappiamo che questa è una situazione ciclica. Alcuni periodi sembra andare meglio, poi ci si ricasca. E ora con il caldo la puzza è terribile, non ci resta che sperare nella pioggia. Addirittura, per ripulire le strade, chiamiamo noi il servizio ingombranti di Ama per chidere che venga preso un frigorifero o un materasso”.

Intanto prosegue il ricorso dei cittadini di Tor Pignattara che hanno deciso di chiedere la restituzione di parte della Tari versata. L’obiettivo è quello di replicare quanto stabilito dalla Commissione Tributaria Provinciale di Roma la quale, con sentenza del 21 marzo del 2018, ha riconosciuto a un cittadino il rimborso del 50% della Tari versata nel 2015 a fronte di un disservizio documentato con fotografie e diffide. Ieri sono partite per raccomandata tutte le lettere con le segnalazioni raccolte. Ora si aspettano le repliche di Ama. 

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