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Largo Pettazzoni e il parco delle scosse: i pannelli solari inquietano la Provincia

Dal sopralluogo dei tecnici è emerso che non ci dovrebbero essere pericoli ma ancora deve arrivare la conferma della ditta produttrice. I pannelli solari sui giochi di Largo Pettazzoni sono sicuri? La polemica impazza e dalla Provincia si attendono risposte

Prima le segnalazioni dei genitori, poi l'allarme alla Provincia e il sopralluogo dei tecnici. A una prima analisi non sembra ci siano pericoli di alcun tipo ma il caso del parchetto fotovoltaico di Largo Pettazzoni a Torpignattara ha subito alimentato le polemiche. Qualche giorno fa il Comitato di Quartiere ha ricevuto le lamentele di alcuni utenti che, portando i figli a giocare sui nuovi giochi alimentati con pannelli solari, avevano percepito delle piccole scosse elettriche. La paura che ci potessero essere dei cavi scoperti o delle dispersioni di carica elettrica ha spinto il comitato a far presente il disagio alla Provincia (che ha finanziato il progetto inaugurato lo scorso dicembre).

Di ieri la visita dei tecnici che non hanno di fatto riscontrato difetti nelle strutture, cavi scoperti o dispersione elettrica. Al momento i pannelli solari posizionati sopra gli scivoli sono stati asportati per ulteriori verifiche da parte della ditta produttrice. Siamo in attesa di una conferma finale da parte della Provincia sulla sicurezza dei giochi e, nel frattempo, si ipotizza che le piccole scosse elettriche avvertite dai bambini siano da imputare allo strofinio dei vestiti sulla plastica degli scivoli (normale fenomeno che spesso si verifica con i tessuti sintetici), scosse che però non scaricano a terra per la presenza di un tappeto di gomma sotto le strutture. Il tappeto però non è una novità nei giardini che hanno aree dedicate ai giochi per bambini. Forse accade perché le strutture sono nuove?

Nonostante la situazione sembri apparentemente sotto controllo qualche dubbio a qualcuno è rimasto e dall'opposizione è scoppiata la polemica. Tanto che il consigliere pidiellino di Palazzo Valentini Federico Iadicicco ha dichiarato di aver presentato un'interrogazione al presidente Zingaretti per capire "il motivo delle scosse e se l’incidente è dovuto al malfunzionamento dell’impianto fotovoltaico”. A Iadicicco si è aggiunto anche il consigliere municipale Pdl Maurizio Politi: “Perchè la Provincia non si è accorta prima del malfunzionamento? Un collaudo dell’impianto è stato mai fatto? Quanto è costata quest’opera così pericolosa e mal funzionante? Infine, sono stati installati o saranno installati altri impianti di questo tipo? Se sì, si intende fermare, come ritengo necessario, per verifiche preventive qualsiasi altra installazione?".

Rincarano la dose il presidente della Commissione sicurezza di Roma Capitale Fabrizio Santori e il capogruppo Pdl del VI Municipio Francesco Corsi. I due, in una nota congiunta: "Ora la Provincia dovrà garantire su tutti gli altri impianti nei parchi giochi previsti o già installati, e il presidente Zingaretti dovrà spiegare come mai ha disposto i controlli necessari solo dopo la nostra denuncia, nonostante le segnalazioni del Comitato di quartiere”.E ancora “perchè la Provincia non si è accorta prima del malfunzionamento? Un collaudo dell’impianto è stato mai fatto? Quanto è costata quest’opera così pericolosa e mal funzionante? Infine, sono stati installati o saranno installati altri impianti di questo tipo? Se sì, si intende fermare, come ritengo necessario, per verifiche preventive qualsiasi altra installazione? Questi gli interrogativi a cui il Presidente Zingaretti dovrà dare risposta.

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Commenti (1)

  • Avatar anonimo di io
    io

    il pannello solare è  una fonte d'energia grande che noi ignoriamo ,il problema poteva sussistere anche se la corrente veniva da una centrale nucleare che qualcuno rimpiange tanto,come al solito si declina il problema ;per non dire che l'impianto elettrico è stato fatto da incompetenti,con cavi non idonei ,senza collaudo e pagato il triplo di un impianto a regola d'arte! é sempre la stessa musica poi si cerca la scusa.

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