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Torpignattara, fiamme a uno striscione in arabo alla Pisacane. Ne spunta uno nuovo: "Più semo, mejo stamo"

Anche il nuovo messaggio è stato scritto in molte lingue

Foto Facebook Associazione Pisacane 011

“Più semo e mejo stamo”. Parla tante lingue la risposta della scuola elementare Carlo Pisacane di via dell’Acqua Bullicante, a Tor Pignattara, all’incendio di uno degli striscioni appeso all’esterno dell’edificio, scritto in arabo. Il fatto risale alle vacanze di Natale. Il 20 dicembre era infatti in programma una festa in occasione della Giornata contro il razzismo e per i Diritti delle Persone Migranti e Rifugiate. L’istituto Pisacane la celebra da ormai sette anni. La scuola, fanno sapere i genitori in una nota pubblicata sulla pagina dell'Associazione Pisacane 011, “lo comunica, orgogliosamente, alle famiglie e al quartiere in più lingue: italiano, cinese, bengalese e arabo”. Ed è proprio quest’ultimo che durante le festività è stato bruciato. 

Lo striscione era già stato oggetto di attacco anche su Facebook. “Vi sembra normale che una scuola statale italiana venga avvolta da scritte in arabo con il benestare dei dirigenti scolastici? Sta accadendo adesso a Roma, nel quartiere di Torpignattara” aveva scritto su Facebook il 20 dicembre scorso Luca Arioli, consigliere della Lega del V municipio. E a commento una valanga di messaggi di odio tra cui non si può non notare un ‘dategli fuoco’. E se nessuno può stabilire con precisione il legame tra chi riversa odio sui social e chi agisce, quel che è certo è che dalle parole si è passati ai fatti e lo striscione incriminato è stato bruciato.   

La Pisacane è “una scuola normale” scrivono “che come tutte le scuole opera nel rispetto del dettato costituzionale, e pertanto educa alla cittadinanza secondo l'articolo 3: ‘Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali’. Un scuola con tutti i problemi delle scuole pubbliche italiane: tagli al personale, manutenzione assente, spazi fatiscenti”. 

Eppure questa scuola, continuano “a qualcuno fa paura. Non si tratta di mera diffidenza, ma proprio di disapprovazione e terrore generati dalla poca conoscenza e dall'ignoranza e alimentati dal clima di odio che si respira in maniera sempre più diffusa in questo paese. E dalle parole ai fatti il passo è breve: un “dategli fuoco” scritto ripetutamente e con veemenza diventa fiamme, che bruciano e lasciano segni. E così uno degli striscioni che invitano alla festa è stato bruciato. Ma la scuola ci insegna che alla violenza non si risponde con la violenza, e quindi noi alle aggressioni di chi non ci conosce, ma ha paura di noi rispondiamo come sappiamo fare meglio: con un sorriso, quello delle bambine e dei bambini che avreste visto alzando lo sguardo un po' più in alto degli striscioni multilingua, e che dalle foto impresse sulle finestre della scuola saluta tutte le persone che passano su via dell'Acqua Bullicante, ma proprio tutte, nessuna esclusa, perché secondo noi PIU' SEMO E MEJO STAMO, e se non lo capite da soli ve lo diciamo noi, in tante lingue”.

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