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Torpignattara, sequestrata moschea in via Giovannoli: è abusiva

Il manufatto risulta abusivo nella parte adibita a luogo di culto. In gergo tecnico si chiama superfetazione edilizia. "Lo spazio sequestrato è stato aggiunto alla struttura in maniera irregolare"

Sigilli in una moschea via Alò Giovannoli, a Torpignattara. Il sequestro è stato notificato questa mattina dagli uomini della Polizia Locale alla presenza del Presidente Giammarco Palmieri e di alcuni assessori e consiglieri municipali. Il manufatto risulterebbe infatti abusivo nella parte adibita a luogo di culto. In gergo tecnico si chiama superfetazione edilizia.

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"In sostanza - ci ha spiegato il vicepresidente del Municipio Stefano Veglianti - lo spazio della moschea è stato aggiunto alla struttura in maniera irregolare". La sottoscrizione del contratto di vendita, risulterebbe a questo punto nulla. Secondo Veglianti il rogito sarebbe illeggitimo in quanto "non puoi rogitare uno spazio che catastalmente è abusivo, non esiste sul piano della legittimità urbanistica".

DESTINAZIONE D’USO - Altri problemi sarebbero comunque sorti per il cambio di destinazione d’uso in quanto il locale è accatastato come box. "In un luogo dove si riuniscono più persone - spiega Veglianti - si devono avere dei requisiti di spazio, di aereazioni, di uscite di sicurezza. In ogni caso il problema è a monte, in quanto è proprio illeggittimo e abusivo il luogo".
 
LA MOSCHEA - Problemi che secondo Maurizio Politi consigliere di Fdi e presidente della Commissione Trasparenza sono stati segnalati più volte all’Ufficio Tecnico fino ad arrivare al sequestro di oggi. In tutto questo, i fedeli, che da qualche settimana si riuniscono a pregare in via Giovannoli, risulterebbero parte lesa. "Un epilogo facilmente prevedibile - spiega Politi -, posso solo dire che gli acquirenti sono stati avvertiti da me come dal Presidente Palmieri perché era evidente che questo spazio non è adatto ad ospitare un luogo di culto".
 

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