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Villa Certosa: sgomberata la palazzina di via dei Savorgnan

Come da noi anticipato lo scorso 2 novembre, la palazzina a rischio crollo nel cuore di Villa Certosa è stata evacuata. Non sono mancate le polemiche per la mancata comunicazione tra Comune e municipio

A distanza di un anno e mezzo dal primo sgombero, giovedì scorso la palazzina di via dei Savorgnan 6, nel quartiere Villa Certosa, è stata nuovamente evacuata. Vigili del fuoco insieme ai vigili urbani, hanno raggiunto, intorno alle 17 e 30 di giovedì scorso, la palazzina, per rendere esecutivo lo sgombero creando, per l’imprevedibilità dell’intervento, un'immediata emergenza abitativa.

Senza alcun preavviso infatti, i residenti si sono ritrovati d’amblé senza un tetto, costretti a cercare in tempi rapidi ospitalità da parenti e amici, così come l’amministrazione municipale, che nonostante avesse segnalato da tempo la situazione, al momento dell’intervento, non aveva approntato un piano di sostegno abitativo per queste famiglie.

LA STORIA
Ma facciamo un passo indietro, ripercorrendo la storia di questa palazzina, attraverso le parole dell’Assessore ai Lavori Pubblici del VI Municipio, Stefano Veglianti, che sta seguendo il caso da molto tempo e che, senza peli sulla lingua, lancia l’allarme sul fatto che altre abitazioni, sempre nello stesso quartiere, potrebbero di qui a breve fare la stessa fine.

“Il 26 novembre è stata nuovamente sgomberata la palazzina di via dei Savorgnan 6 , il cui rischio crollo era già risaputo da un anno e mezzo, ovvero dal primo sgombero che risale all’agosto del 2008 ,avvenuto a seguito di un cedimento verificatosi l’11 agosto” racconta infatti l’assessore Veglianti che spiega come  immediatamente dopo questo primo cedimento vennero avviati i primi interventi con iniezioni di cemento armato per ridare stabilità all’edificio.
 

  Rispetto al caso Villa Certosa, l’amministrazione comunale ha mostrato grande irresponsabilità  

“Il 14 agosto ci fu una riunione di emergenza con i VVFF e il rappresentante del sindaco, dal quale ci saremmo aspettati che il Comune approntasse velocemente un incontro con tutte le parti in causa, e invece l’iniziativa è stata mia e del Presidente del Municipio Giammarco Palmieri”, spiega Veglianti raccontando come proprio nell’incontro di ottobre, si evidenziò la gravità della situazione, che ovviamente continuava a deteriorarsi, rendendo perciò necessario un piano di riassetto geologico a carico del Comune, perché il Municipio non avrebbe avuto mai le risorse per effettuarlo.

Arriviamo così alla proposta avanzata dalla Consigliera comunale Gemma Azuni, di Sinistra e Libertà, ovvero un emendamento in bilancio, approvato, per lo stanziamento di 500.000 euro per avviare in tempi rapidi una serie di sondaggi geologici per verificare la gravità della situazione.

E invece, racconta ancora Veglianti, “nonostante i fondi stanziati, non si mosse nulla, ovvero nessuno, dal Comune, venne a fare i dovuti controlli. La stessa Commissione LLPP presieduta dall’on.Guazzo, diede mandato di intervenire, ma niente è stato fatto fino allo sgombero improvviso dello scorso 26 novembre”.

Fin qui la storia, adesso raccontiamo il dramma, ovvero quello dell’unica persona che ha subito, causa mancato preavviso di sgombero, il vero danno. Stiamo parlando di una ragazza, madre di un bambino di soli 8 mesi che si è ritrovata di sera senza casa, senza un tetto per se e per il suo piccolo, sbattuta in fretta e furia in una casa famiglia alla Giustiniana per giunta senza riscaldamento.

“Rispetto al caso Villa Certosa, l’amministrazione comunale ha mostrato grande irresponsabilità, ha di gran lunga sottovalutato la situazione, non solo, ma con questo sgombero improvviso, non è stato possibile organizzare una sistemazione abitativa alternativa per queste persone, lo trovo aberrante – aggiunge ancora Veglianti – per fortuna Action si sta interessando della vicenda della ragazza madre, ha segnalato il caso ai Dottori  Marra e Vigiano che si occupano dell’emergenza abitativa per il Comune,  per trovare in tempi rapidi un’altra casa per questa ragazza, attendiamo nei prossimi giorni una risposta”.

Del futuro della palazzina invece, al momento non si sa niente ,o meglio certamente in quelle condizioni, sospesa su cavità sotterranee, crepe ad ogni muro, non può restare. I residenti sembrerebbero interessati alla demolizione e alla successiva ricostruzione, magari con alcuni sgravi fiscali, ma è ancora presto per dirlo, la palazzina infatti dovrà essere di nuovo analizzata da ingegneri strutturisti.

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