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A Torpigna la prima street art di comunità: "Tutto è cominciato con il sogno di una cittadina"

L'opera è firmata da un artista peruviano, ma è il frutto di un coro di voci ben più complesso. Il Cdq: "Voluto da tutto il quartiere"

Una nuova opera di arte urbana per il quartiere Torpignattara, pronto ormai a contendere i primati di altre zone romane famose per i loro murales d'autore. Sulle due facciate del palazzo fra via Rovetti e via di Torpignattara sta sorgendo il dipinto del peruviano Carlos Atoche. Un'opera grandiosa realizzata in una settimana. Nei prossimi giorni l’artista dovrà tornare in Perù e terminerà dunque la seconda parte dell’opera (coincidente col piano alto del palazzo) nei primi giorni di ottobre.

Ma dietro al lato estetico si nasconde una storia, complessa, a più voci, come forse chiunque vorrebbe fosse l'arte che viene "dalla strada". L'ha raccontata il Comitato di Quartiere che ha contribuito in larga misura alla realizzazione del murale. "Tutto comincia con il sogno di una cittadina, Maura Crudeli, di veder realizzato un mural sulle pareti del palazzo in cui vive. Maura si rivolge al CdQ che a sua volta si attiva sia per offrire il supporto "burocratico", sia per contattare l’artista. Maura, nel frattempo, si occupa di convincere i condomini, di spiegare i vantaggi dell’operazione, di capire gusti ed esigenze estetiche".

Terminata la prima fase (acquisizione delle autorizzazioni e committenza all’artista) si passa poi al reperimento dei fondi per la realizzazione del progetto. "E' lì che entra in scena il quartiere, che risponde con entusiasmo alla raccolta fondi lanciata sulla pagina Facebook I Love Torpignart. In poco tempo viene raccolto quanto necessario all’avvio dei lavori che, superate le prime difficoltà logistiche, iniziano i primissimi giorni di Settembre. Ma il sostegno continua anche dopo, con donazioni spontanee che tantissimi cittadini fanno direttamente all’artista".

"Mi sono trasferita in questo quartiere 15 anni fa, l’ho sempre trovato affascinante e ho assistito al processo di contaminazione culturale, all’incontro e scontro di culture" ha raccontato poi la stessa "committente", Maura. "Tutto questo l’ho vissuto sulla mia pelle avendo scelto di vivere in un palazzo che in qualche modo rappresentava proprio queste dinamiche culturali e sociali e che aveva su soli tre piani di altezza inquilini provenienti dall’Asia, dall’Africa, dall’Europa e dal Sud America. Alla fine Carlos, con la sua arte, ha unito ciò che il mare separa, e dentro quel mare ha dipinto i sogni, gli orizzonti e i simboli di questo poliedrico universo culturale. Un mural che unisce, insomma, come dimostra anche la partecipazione, il sostegno e l’affetto che sin da subito ha circondato l’opera. Prima di tutto il condominio, che ha partecipato sin dall’inizio al processo creativo del mural, poi le associazioni (CdQ Tor Pignattara e Associazione Ecomuseo) e infine i tantissimi abitanti del quartiere che hanno contribuito materialmente e moralmente alla riuscita di questo progetto". 


 

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