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VIDEO | Sale slot, i cittadini impediscono nuova apertura nel quartiere: “Era contro il regolamento comunale”

Il racconto di un gruppo di cittadini della zona di Tor Pignattara che, con le loro denunce, sono riusciti ad impedire l’apertura di una nuova sala giochi

 

“Nuova apertura, sala slot”. Questo il cartello affisso sulla vetrina di un ex negozio di intimo, in via dell’Acqua Bulicante, in grado di far attivare gli abitanti di zona. E’ bastato postare la foto del cartello sul loro gruppo facebook di vicinato “+vicini”, e la “battaglia” è iniziata.

“Abbiamo fatto una richiesta di accesso agli atti in municipio e fatta una segnalazione alle forze dell’ordine - spiega Alfonso Pascale, promotore dell’iniziativa - una volta letto e recepito il regolamento comunale, approvato nel 2015, ci siamo resi conto che, siccome sarebbero stati entro il limite dei 500 metri da una scuola, non potevano aprire. E in pochi giorni quel cartello è sparito”. Il documento a cui si riferisce Pascale, oltre agli orari di apertura di questo tipo di esercizi, limita anche l’aertura nelle immediate vicinanze dei punti considerati “sensibili”, come appunto le scuole. ma anche chiese, centri sportivi e per anziani”.

“Ci da molta soddisfazione pensare che dei cittadini attivi siano riusciti a far rispettare le regole, cosa che invece dovrebbero far le istituzioni - dice Simona Maineri, amministratrice del gruppo +vicini -. L'idea di creare questo gruppo nasce proprio dall'esigenza di suddividere il territorio del quartiere di Tor Pignattara e dintorni per costituire ‘i vicinati’, utili a convogliare l'attenzione e la partecipazione dei cittadini verso la cura, controllo e tutela del territorio in cui risiedono. E questa dalla sala slot mai aperta è un buon esempio di quanto possa essere utile”. “Qui siamo pieni di esercizi come questo e il timore è che saranno sempre di più perché forse gli unici ormai a pagare affitti onerosi come questo locale, rimasto ancora vuoto”, dice Maria Primiera, altro membro di +vicini.

“La nostra prossima mossa sarà quella di spingere affinché l’assemblea capitolina faccia un ulteriore passo, come accaduto in altri comuni tra l’altro - conclude Pascale -, ovvero quello di stabile un termine entro il quale gli esercizi esistenti entro i 500 metri si spostino, nel rispetto del regolamento”.

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