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Cinema l'Aquila, Raggi non risponde ai cittadini: "Violato lo Statuto comunale"

Secondo la legge avrebbe dovuto rispondere in forma scritto entro il 1 settembre all'interrogazione di iniziativa popolare sul destino del cinema

Cinema l'Aquila

Cinque denunce a carico della sindaca Raggi per violazione dello statuto comunale di Roma Capitale e lesione dei diritti civici, inviate al Prefetto, al Difensore Civico del Lazio, al Presidente dell’Anac, alla Presidente della Commissione antimafia e al Direttore dell’Agenzia del Demanio. La prima cittadina era chiamata a rispondere sul futuro del cinema l'Aquila. Doveva farlo, secondo la legge, entro il 1 settembre e in forma scritta a quei 500 cittadini che in soli due giorni, prima dell'estate, hanno firmato un'interrogazione d'iniziativa popolare per chiedere lumi sul destino del bene.   

Confiscato alla Banda della Magliana e trasferito nel 2003 al patrimonio indisponibile di Roma Capitale, il cinema nel cuore del Pigneto è soggetto alle normative antimafia e deve essere gestito per "finalità sociali" direttamente dall’ente comunale o affidato a cooperative sociali, attraverso un bando pubblico di assegnazione. Chiuso a giugno 2015 per irregolarità nell'affidamento alla cooperativa Il Solco, è più di un anno che i residenti invocano la riapertura. "I cinquecento cittadini che hanno sottoscritto l’Interrogazione – afferma Fabrizio Cianci, Segretario EcoRadicali e Associazione Radicale Ecologista – hanno posto all’Amministrazione la necessità di agire dentro la legalità perché il Nuovo Cinema Aquila torni a svolgere il proprio ruolo culturale". 

E sulla mancata risposta della sindaca. "Raggi, esponente di un partito che ha fatto dei “cittadini” un punto qualificante della propria propaganda di opposizione, una volta al potere, adotta gli stessi rituali di illegalità antidemocratica della vecchia partitocrazia, violando uno Statuto comunale che, in attuazione dei principî costituzionali e comunitari, assume come suo principio programmatico "l’assicurare la più ampia partecipazione degli appartenenti alla comunità cittadina, singoli o associati, all’amministrazione locale".

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"L’Amministrazione ha invece trovato tutto il tempo – prosegue Fabrizio Cianci – per immaginare un trasferimento del Cinema al municipio 5, che intenderebbe affidare temporaneamente la struttura a un gruppo di associazioni vicine al neo-Presidente grillino. Si profilerebbe, quindi, un affidamento diretto che viola le leggi nazionali e le direttive europee, rispetto a un bene che appartiene a tutti i cittadini romani". Il riferimento del segretario è al quadro attuale: in attesa di una delibera per un nuovo bando pubblico, a gestire il cinema sarà il municipio per conto del Comune, con l'appoggio di una serie di associazioni chiamate a collaborare, proporre, organizzare eventi all'interno della struttura. Scelta che ha sollevato non poche polemiche. "Valuteremo attentamente la delibera – conclude Cianci – segnalando alle autorità competenti eventuali ulteriori violazioni".

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