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Dalla storia al futuro, dall'ambiente alla cultura: un nuovo piano per il Comprensorio Casilino

Il nuovo Piano di assetto dell’Ecomuseo Casilino Ad Duas Lauros è stato presentato dall'omonima associazione all'assessorato all'Urbanistica

La mappa dell'Ecomuseo Casilino Ad Duas Lauros

Una visione del territorio che unisce la sua storia alla vita di chi lo abita oggi, il suo valore culturale e archeologico a quello ambientale e paesaggistico. Dopo anni di lavoro e di ricerca, vede la luce il Piano di assetto dell’Ecomuseo Casilino Ad Duas Lauros, lavorato dall’omonima associazione ed elaborato dalle architette, Romina Peritore e Giulia Papa. Il piano è stato realizzato  anche con il contributo dell’Osservatorio Casilino e, per quanto riguarda il dettaglio sulla vincolistica esistente, con il supporto di Emilio Giacomi. È stato presentato nei giorni scorsi al tavolo dell’assessore all’Urbanistica, Luca Montuori, iniseme a rappresentanti del V municipio. 

Il progetto, scrivono le architette in un intervento pubblicato sul sito dell’associazione, “si basa sulla ricucitura delle connessioni tra lo spazio urbano, i parchi, le piazze, le risorse ambientali e storico-archeologiche, lo spazio rurale e gli spazi abbandonati della città diffusa”. L’Ecomuseo Casilino Ad duas Lauros è nato nel 2010 nel quartiere di Tor Pignattara e si sviluppa nell’area del “Comprensorio Casilino – Ad duas Lauros”, tra il parco di Centocelle, sulla via Casilina, e Villa Gordiani, sulla via Prenestina, includendo via di Torpignattara, via di Acqua Bullicante e via Tor de’ Schiavi. 

Come spiega l’associazione sul sito, il progetto “prevede di creare un sistema di parchi archeo-agricoli urbani, di orti didattici, collegati da nuovi percorsi ciclo-pedonali, nei quali avviare politiche di gestione collettiva degli spazi aperti, in grado di sviluppare una rete di accessibilità elevata e di percorribilità delle risorse naturali e archeologiche di Roma est”. Collegare diverse zone verdi dello stesso territorio con percorsi ciclo-pedonali, continua l’associazione “significherebbe valorizzare il rapporto tra storia e cultura (Agro romano, borgate storiche, Mausoleo di Sant’Elena, via Francigena), recuperando le strutture edilizie esistenti (casali agricoli) e sviluppandovi nuove attività legate al turismo sostenibile e alla formazione”. 

“L’esperienza eco museale”, continua la nota “può fungere da stimolo al soggetto pubblico per attuare politiche di riqualificazione di tipo fisico-funzionale, alle quali dovrebbero affiancarsi l’elaborazione di nuove forme partecipate di governo delle trasformazioni urbane. Il progetto di assetto urbano dell’Ecomuseo Casilino può far riscoprire le connessioni tra i sistemi del verde, dell’archeologia e dell’abitare, delineando la visione di una “nuova città”, di cui la rete degli spazi della naturalità rappresenta la struttura portante”.

Diffondendo il lavoro, l’associazione commenta così su Facebook: “Per quasi dieci anni abbiamo lavorato con pazienza e rigore, coinvolgendo associazioni, proprietari, istituzioni, cittadini (di qualsiasi provenienza, credo, cultura, visione). Una mappatura complessa che parte dal suolo e arriva alle storie, che censisce i vincoli e inquadra le vocazioni, che valorizza i beni culturali e immagina scenari di sviluppo inedito. Un progetto dal basso che non preda il territorio ma lo mette a sistema”. 

La notizia è stata commentata anche dal presidente del V municipio, Giovanni Boccuzzi: “Si è volto nei giorni scorsi un importantissimo incontro presso l'assessorato all'Urbanistica con lo staff di Montuori e alcuni professionisti che colaborano con l'associazione Ecomuseo Casilino Ad Duas Lauros e il municipio”, scrive su Facebook. “Siamo estremamentre soddisfatti che venga direttamente dal territrio una proposta che rappresenta un'ottima base di partenza per avviare la procedura di un nuovo piano particolareggiato per il comprensorio Casilino ex Sdo che fin'ora non ha mai visto la luce”. 

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