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Maria Coletti tra gli 'eroi civili' del Quirinale: Mattarella premia l'integrazione della scuola Pisacane di Tor Pignattara

Coletti a Romatoday: "In un momento in cui arrivano messaggi di odio questa onoreficenza ci dice che non siamo soli"

C’è anche Maria Coletti, 50 anni, rappresentante dell’associazione di genitori della scuola Carlo Pisacane di Tor Pignattara, ‘Pisacane 0-11’, tra gli otto romani premiati al Quirinale dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. A lei è andata l’onoreficenza di Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana “per l’appassionato e coinvolgente contributo a favore di una politica di pacifica convivenza e piena integrazione”.

La scuola dell’infanzia e primaria Carlo Pisacane, che a settembre del 2020 aprirà anche alcune sezioni della scuola secondaria, è uno degli istituti italiani con maggior numero di studenti nati da famiglie immigrate, ‘stranieri’ anche se per la maggior parte si tratta di bambini nati in Italia. “L’associazione è nata nel 2013 dalla necessità di supportare la scuola con progetti e attività aperti al territorio e alla comunità del quartiere”, si legge nelle motivazioni diffuse dal Quirinale. “I volontari dell’associazione, nell’ambito del doposcuola autogestito, si impegnano soprattutto nel supportare nell’apprendimento dell’italiano e nell’aiutare con i compiti i bambini con genitori stranieri che non parlano bene la nostra lingua”, si legge ancora.

“Quando mi hanno telefonato inizialmente pensavo ad uno scherzo poi, quando ho realizzato, ho provato una grande emozione e felicità ripensando a tutte le cose fatte insieme ai genitori, ai docenti e ai bambini”, racconta Maria Coletti a Romatoday. “Sapere che da parte delle istituzioni e del Presidente della Repubblica c’è attenzione a un modello di vita e di società basato sulla convivenza pacifica e che noi abbiamo ricevuto un’onoreficenza per questo ci ha riempito di orgoglio”.

Tor Pignattara come quartiere multietnico viene più spesso raccontato come un ghetto o come un luogo problematico. “Ci piacerebbe che si capisse che la scuola deve essere considerata un modello. Questa onorificenza rappresenta proprio la valorizzazione del lavoro portato avanti fino ad oggi da tutte le componenti della comunità educante della scuola Pisacane formata da genitori, docenti e bambini e ci conferma che dobbiamo continuare a fare della complessità di un quartiere come Tor Pignattara, abitato da famiglie che provengono da tanti posti diversi, una ricchezza”.

Molta strada è stata già fatta. “Le cose non accadono in modo istantaneo. Bisogna ascoltare le persone e condividere i percorsi. Quando ci si conosce, quando non si guardano gli altri attraverso stereotipi, tutto diventa più semplice. Ogni scuola in Italia lo dovrebbe fare: permettere a ogni persona di diventare cittadino a pieno titolo sviluppando le proprie risorse. Perché le differenze non sono altro che l’unicità di ogni bambino”.

Anche quest’anno l’Associazione ‘Pisacane 0-11’ ha organizzato iniziative per la Giornata internazionale per i diritti dei migranti e dei rifugiati posando una pietra d’inciampo dedicata al giovane maliano annegato nel Mediterraneo mentre tentava di raggiungere le coste italiane portando con sé la propria pagella. “Questa scuola avrebbe accolto lui e le altre persone che annegano cercando di attraversare il mare”, si legge sulla placca. Un’attività che non è piaciuta sempre a tutti. Lo ricorda anche il Quirinale: “Lo scorso anno, per annunciare la Giornata sono stati appesi fuori dalla scuola 4 grandi striscioni in italiano, arabo, bengalese e cinese. Un consigliere della circoscrizione ha polemizzato sui social sulla presenza di una scritta in lingua araba su una scuola italiana. Durante le vacanze di Natale lo striscione in arabo è stato bruciato da ignoti”. La risposta era stata un "sorriso" e uno striscione scritto in tantissime lingue: “Più siamo meglio stiamo”.

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La sensazione è che l’onoreficenza renderà la scuola Pisacane e la sua comunità un po’ più forti: “In un momento in cui arrivano messaggi violenti, di odio, razzismo e insofferenza per l’altro", conclude Coletti, "questo è un piccolo faro che indica un cammino possibile e ci consola. Non c’è solo odio ma anche amore. Non siamo soli”.

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