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Il lago dell'ex Snia sarà un monumento naturale: pronto il decreto della Regione

La notizia è stata annunciata ieri nel corso della festa 'Ritorno al lago che combatte 2019'

È all’inizio di una giornata di “festa e di lotta” che arriva la notizia: il decreto del presidente della Regione, Nicola Zingaretti, che trasformerà il lago dell’ex Snia in un monumento naturale è pronto. Nei prossimi giorni il documento dovrebbe ricevere la firma degli assessori competenti dopo la quale scatteranno i 60 giorni di tempo per le osservazioni. La domenica di sole che ha visto centinaia di cittadini, famiglie, attivisti per l’ambiente, scrittori e artisti riunirsi nell’area verde tra la via Prenestina e via di Portonccio per celebrare il “lago che combatte” ha segnato anche un nuovo punto di vittoria di una mobilitazione cittadina che dura ormai da quasi trent’anni. Proprio nei giorni scorsi il Forum territoriale per il Parco delle energie ha inviato una lettera aperta a tutte le istituzioni: “È ora di agire”. Così oggi la notizia assume ancora più importanza. La novità è stata annunciata dalla consigliera regionale della lista civica Zingaretti Marta Bonafoni: “Il decreto per rendere il lago monumento naturale è pronto e darà una prima importantissima risposta a questo luogo”.

Un passaggio che i cittadini attendevano da diversi mesi. “Anche se non sarà sufficiente a tutelare completamente l’area”, spiega ancora Bonafoni al microfono davanti a decine di persone. “Sono in corso due altre azioni: da una parte il Demanio sta parlando con la Regione per riconoscere il lago come acqua pubblica; dall’altra è pronta la delibera di integrazione sul Piano territoriale paesistico regionale che inserirà il lago nei beni del paesaggio. È questo l’atto più forte e complesso ma l’iter è partito e, attraverso i parametri di salvaguardia, potrà inglobare anche l’area dell’ex fabbrica e mettere la parola fine alla tutela dell’intera zona”.

La salvaguardia dell’area verde, quindi, anche se prosegue, ha ancora diverse tappe davanti a sé. Quel che è certo è che ieri le istituzioni a tutti i livelli hanno preso posizione in favore del progetto. Il vicesindaco Luca Bergamo, che ha visitato il lago intorno alle 11 del mattino, ha spiegato a Romatoday di “condividere pienamente le motivazioni di questa iniziativa che rivendica il diritto di questo luogo, in cui la natura ha riconquistato uno spazio, a restare tale. Un gesto bello anche esteticamente che rievoca simbolismi antichi, anche pre-cristiani, che parte dall'acqua bullicante e fa riferimento anche alla mitologia romana. Siamo fermamente convinti”, ha aggiunto “che debba restare alla natura, alla città e alle persone e che è assolutamente da escludere una ripresa dei progetti immobiliari che insistevano in passato”.

Presente anche l’assessore all’Urbanistica del comune di Roma, Luca Montuori: “Da amministratore sono convinto che il lavoro più difficile sia dare forma all’informalità e capire che qui siamo di fronte alla manifestazione di un bisogno che va fatto emergere”, ha spiegato a Romatoday. “Stiamo raccogliendo tutti i documenti dell’esproprio, che non copre tutta l’area, e stiamo capendo come intervenire anche sulla parte occupata dall’ex fabbrica (di proprietà privata, ndr). Dobbiamo lavorare bene per evitare che nel momento in cui cala l’attenzione accada qualcosa, soprattutto nell’area edificabile dove i sistemi normativi vigenti potrebbero dar vita ad appetiti che vorremmo evitare. Vogliamo fare in modo che questo luogo sia in continuità con altre attività come quella dell’anello ferroviario che non stiamo immaginando solo come un sistema di spostamento ma anche come sistema urbano che permette alle persone di spostarsi in città e approdare in spazi pubblici”.

Dalla parte della tutela del lago della Snia anche il presidente del V municipio, Giovanni Boccuzzi: “Per il municipio questo posto è molto importante e finalmente dobbiamo venirne a capo. Anche se non è facile, sia in Comune sia in Regione le istituzioni stanno facendo in modo che si possa arrivare a una tutela il più velocemente possibile. Impediremo con forza qualsiasi edificazione sull’area”. Presente anche la presidente della commissione capitolina cultura Eleonora Guadagno.

Soddisfatto ma non cala l'attenzione il Forum territoriale del Parco delle energie: “Oggi abbiamo avuto la prova che l’azione diretta ottiene dei risultati”, commenta Marco. “Sappiamo che la richiesta esclude l’area di proprietà privata ma per noi la salvaguardia naturalistica di questo luogo non ha confini di proprietà e presenteremo le nostre controdeduzioni. “La svolta ecologica di cui Roma ha bisogno potrebbe partire da qui prendendo una scelta chiara e netta sulla necessità di far sviluppare la natura in quest’area e di renderla pienamente accessibile. Resta lo stallo della Regione sulla classificazione della acque del lago che renderebbe tutelati i 300 metri attorno al lago”.

Nel corso della giornata la battaglia per il lago si è intrecciata anche a quella delle istanze globali sulla crisi climatica portate in corteo da Piazza Malatesta dal movimento ambientalista di Extinction Rebellion Italia, che ha chiuso proprio al Lago una settimana di mobilitazione. Durante la giornata in centinaia hanno partecipato alla misurazione del lago, più di 500 metri di perimetro, e alla selezione per la scelta della toponomastica. Il nome 'Bullicante' ha raggiunto la maggioranza delle preferenze. Sarà il municipio a rappresentare questa scelta presso la Regione, ente competente in materia. Intanto il lago dell’ex Snia presto sarà un monumento naturale. Ma prima di arrivare alla parola fine mancano ancora passi importanti e le oltre quattromila persone confluite ieri lo sanno: non smetteranno di mobilitarsi per difendere lo spazio che la natura si è ripresa nel cuore di uno dei pezzi di più densamente abitati della città. 

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